Omelia di Mons. Lefebvre per il Cristo Re, il 30 ottobre 1988, à Ecône

fsspx.news

Adveniat regnum tuum, venga il tuo regno!


Carissimi amici, carissimi fratelli,

penso che sia inutile insistere con voi per mostrarvi come questa festa di Cristo Re sia il cuore stesso della battaglia che conduciamo. Se abbiamo preso la decisione di condurre questa battaglia e di resistere a tutte le pressioni che vengono dall’interno stesso della Chiesa per distoglierci da questo regno di Nostro Signore Gesù Cristo, è perché ci è parsa indispensabile per difendere la nostra fede, per mettere in pratica il regno di Nostro Signore. Non è forse l’oggetto stesso della nostra fede: far regnare Nostro Signore su di noi, sulle nostre famiglie, sulle nostre città? Oportet illum regnare, dice San Paolo: «Bisogna che Egli regni». Sì, bisogna che Gesù Cristo regni!

Perché una festa particolare di Cristo Re?

E perché il Papa Pio XI ha giudicato opportuno aggiungere al calendario liturgico, una festa particolare per Cristo Re? Era veramente necessario? Forse la regalità di Nostro Signore Gesù Cristo non era sufficientemente significata in tutte le feste dell’anno liturgico? In effetti, se si leggono i testi liturgici della Festa della Natività, della festa dell’Epifania, delle grandi celebrazioni della Settimana Santa e a maggior ragione della festa di Pasqua e della festa dell’Ascensione, la regalità di Nostro Signore è costantemente affermata. Queste feste non fanno che manifestare il regno di Nostro Signore Gesù Cristo e il suo reame. Allora, perché aggiungere questa festa?

Ebbene! Perché gli uomini hanno voluto distruggere il regno di Nostro Signore Gesù Cristo. Dopo che per molti secoli i capi di Stato avevano riconosciuto la regalità di Gesù Cristo, ecco che dei discepoli di Satana – colui che perseguita col suo odio Nostro Signore – hanno deciso chiudere con la cristianità, con l’ordine cristiano, col regno di Nostro Signore sulla società. Ed hanno fomentato disordini, fino a quando hanno potuto distruggere effettivamente il regno di Gesù Cristo sulle società.

Così facendo essi speravano di rovinare l’opera di Nostro Signore Gesù Cristo. È ciò che dice il Papa Leone XIII nella sua enciclica Humanum Genus sui massoni: «il loro scopo è di distruggere tutte le istituzioni cristiane». Sì, tutte le istituzioni cristiane. Ecco il loro scopo! E non potevano riuscirci fintanto che la società era cristiana, fintanto che i príncipi e i governanti erano cristiani. Per loro era dunque necessario distruggere questi governi, distruggere coloro che difendevano la regalità di Nostro Signore Gesù Cristo.

Non solo avevano intenzione di distruggere le istituzioni cristiane, ma volevano anche distruggere il regno di Nostro Signore nelle anime e creare un clima di apostasia generale. Il fatto che le istituzioni non sono più cristiane, il fatto che Nostro Signore non regna più sulle istituzioni, crea necessariamente un clima di apostasia, un clima di ateismo. E questo clima di ateismo colpisce le famiglie con l’insegnamento, con tutti i potenti mezzi che lo Stato ha a sua disposizione per rovinare la fede nelle famiglie cristiane.

È così che abbiamo visto l’apostasia estendersi a poco a poco nella società. E se le famiglie diventano esse stesse apostate, se nelle famiglie non regna più Gesù Cristo, la sua legge e la sua grazia, allora anche le vocazioni spariscono! Ed è proprio questo che essi speravano: colpire la Chiesa tramite le famiglie cristiane. Colpire anche i seminari, i noviziati, le congregazioni religiose.

La libertà religiosa contro il regno di Nostro Signore Gesù Cristo

Ecco! Ci sono riusciti! E oggi dobbiamo dire, in verità, che le autorità della Chiesa danno loro una mano, li aiutano in questa apostasia con l’affermazione della libertà religiosa. Poiché dove c’è questa libertà religiosa sicuramente non è più necessario che Nostro Signore regni sulle anime, sulle società. Si tratta di una cosa assolutamente incredibile, ma vera. Al pari di ciò che hanno detto sempre i liberali, ci dicono che non solo non è più opportuno, ma non è neanche più possibile che Gesù Cristo regni ancora sulla società. Era possibile nel Medio Evo, oggi non lo è più.

E oggi questa affermazione non è più sufficiente. Ormai si ammette come principio che Nostro Signore non deve regnare sulla società, perché sarebbe contrario alla dignità umana. Questa dignità umana vuole che ogni uomo abbia la religione della sua coscienza. Di conseguenza, imporre nella società il regno di Gesù Cristo significherebbe violare la coscienza e la libertà e dunque la dignità umana. È per questo che è necessario che gli Stati siano laici, che gli Stati non abbiano più religione. È questo che affermano le autorità della Chiesa. Il Papa Giovanni Paolo II ha affermato ultimamente a Strasburgo: Bisogna che gli Stati siano neutrali, che non abbiano religione. Cosa inaudita! Se i nostri antenati sentissero delle cose simili rimarrebbero stupefatti e raccapricciati. Ma ai giorni nostri si è talmente abituati a questa apostasia generale che non si reagisce neanche più.
Ecco perché questa festa di Cristo Re è più utile che mai. Ieri, nell’Epistola, cantavamo: Scelesta turba clamitatRegnare Christum nolumus, la folla empia invece grida: «Non vogliamo che Cristo regni su di noi».

Te nos ovantes omnium Regem supremum dicimus (Inno dei Vespri della festa di Cristo Re). Al contrario noi siamo felici di poter dire: «Voi siete il Signore, il Re di tutte le cose». Sì, noi ci opponiamo a questo grido della folla empia che dice: «Non vogliamo che Cristo regni su di noi», e diciamo: «Vogliamo che Nostro Signore regni, perché è il Re di tutte le cose: omnium Regem supremum, il Re supremo di tutte le cose». Noi lo proclamiamo, e vogliamo proclamarlo, non solo per noi personalmente, perché per la sua legge e per la sua grazia Gesù regni nelle nostre anime, ma perché vogliamo che regni anche nelle nostre famiglie, nelle famiglie cristiane e nella società.

La negazione del peccato originale

Voi vedete che alla radice di questa apostasia c’è la negazione del peccato originale. Poiché se Nostro Signore è venuto sulla terra e se vuole regnare in tutte le anime, in tutte le famiglie, in tutte le città, è proprio per far sparire il peccato originale e tutte le sue conseguenze, conseguenze abominevoli che conducono all’inferno, alla morte eterna. Egli è venuto per donarci la vita eterna. Se si nega il peccato originale, Nostro Signore non è più necessario. Che viene a fare? Perché viene? Egli viene a turbare le nostre famiglie, viene a turbare l’ordine della libertà umana.

Ma se noi crediamo veramente che c’è stato un peccato originale da cui sono affetti tutti gli uomini, con tutte le conseguenze di tale peccato, e se crediamo che solo Gesù Cristo è in grado di guarirci, di apportarci la vita, di purificarci col suo Sangue, di donarci la grazia, di donarci la legge, allora ecco che ci rivolgiamo al nostro Salvatore, a Nostro Signore Gesù Cristo. Che sia Lui il nostro Re, che la sua legge regni dappertutto, che la sua grazia regni in tutte le anime! Ecco ciò che diciamo, ecco ciò che pensiamo.

Non si crede più al peccato originale. Si nega il peccato originale. Gli uomini sono liberi. Gli uomini non sono cattivi. Gli uomini non nascono sotto l’influenza di Satana. Gli uomini sono buoni. Ciò che desiderano è bene. Ciascuno può desiderare ciò che vuole, secondo la sua libertà, secondo la sua coscienza.

Ora, nelle antifone delle Lodi, noi diciamo anche: Gens et regnum quod non servierit tibi peribit: La nazione e il regno che non Vi servono periranno (5° antifona delle Lodi della festa di Cristo Re). E questo è vero. Tutti coloro che non hanno Nostro Signore nelle loro leggi, nella loro legislazione, che non hanno la grazia di Nostro Signore Gesù Cristo, vivono nel completo disordine, e sono affetti da tutte le conseguenze del peccato originale, che corrompono le società e le anime.

Reagire spiritualmente

Allora, miei carissimi fratelli, che dobbiamo fare di fronte a questa situazione? Certamente, dobbiamo desiderare il regno di Nostro Signore, dobbiamo pregare con tutto il cuore, con tutta l’anima, particolarmente oggi, per chiedere a Nostro Signore di regnare. Che ci aiuti, che ci venga in soccorso, Lui che ci donato tutti i mezzi per salvarci. Ma di fronte a questa situazione che è apparentemente insolubile, che possiamo fare?

Ebbene! Dobbiamo fare ciò che Nostro Signore Gesù Cristo ha voluto che facessimo, e cioè santificarci, risuscitare la grazia che abbiamo ricevuta il giorno del nostro battesimo per cancellare il peccato originale e per guarirne tutte le conseguenze. Noi sappiamo benissimo che queste conseguenze del peccato originale le abbiamo ancora, le portiamo in noi e dobbiamo costantemente lottare con la grazia di Nostro Signore, con la preghiera, con la ricezione degna e frequente dei sacramenti, con l’assistenza alla Santa Messa, alla vera Messa. Noi sappiamo che è così che le nostre anime si purificheranno, che le nostre anime si santificheranno, che le nostre anime faranno regnare in esse la legge e la grazia di Gesù Cristo.

Assumere le responsabilità nella società

Ma non basta farlo per noi. Noi abbiamo dei compiti. Abbiamo una vocazione in terra. Non viviamo soli. Non viviamo isolati. Quindi abbiamo il dovere di far regnare Nostro Signore ovunque intorno a noi, e non solo nelle nostre famiglie. Il regno di Nostro Signore Gesù Cristo non è un regno che deve limitarsi alla famiglia e una volta usciti dall’ambito familiare non ci sarebbe più posto per Nostro Signore, niente riguarderebbe più Nostro Signore! Ciò che facciamo nelle nostre professioni, ciò che facciamo nella città, fuori dalla nostra famiglia, non avrebbe più niente a che vedere con Nostro Signore? È falso! No, dobbiamo essere sottomessi sempre a Nostro Signore, in tutto quello che facciamo, in tutti i nostri atti, e dunque anche negli atti delle nostre professioni, negli atti che dobbiamo compiere e che riguardano il bene comune, il bene del nostro paese, il bene della nostra città, il bene del nostro Stato. È tempo, miei carissimi fratelli, è più che tempo, che i cristiani, in particolare i cristiani tradizionalisti – se possiamo chiamarli così – i veri cattolici, è tempo che si rendano conto della situazione che esiste intorno a loro, che si sta degradando di mese in mese, di anno in anno.
I nostri paesi non hanno perduto tutta la fede cattolica. Vi sono ancora delle persone che credono, delle persone che hanno ancora la fede. Occorre riunirle, occorre risvegliarle. Ed è necessario che tutti coloro che tra noi hanno delle convinzioni profonde, cattoliche, assumano delle responsabilità

Si rimane stupefatti nel vedere dei paesi cattolici come il Vallese, come tutti i cantoni cattolici della Svizzera, come la Francia, l’Italia, la Spagna, l’Irlanda…tutti questi paesi che sono cattolici all’80, 85%, diretti dai massoni, dai nemici della Chiesa. Com’è possibile? Come hanno potuto, tutte queste persone, arrivare a dominare dei paesi a grande maggioranza cattolica, essi che non sono cristiani, che vogliono distruggere la famiglia cristiana, che introducono delle leggi che demoliscono l’insegnamento cristiano e le scuole cristiane, che introducono tutte le iniziative abominevoli che vediamo, come le discoteche che oggi si moltiplicano ovunque nei nostri paesi. Essi che introducono nella legislazione l’aborto e la contraccezione, che sostengono l’uso della droga, che non perseguitano la pornografia e che accettano questi film abominevoli contro Nostro Signore. Ecco questi piccoli gruppi di persone che sono contro Gesù Cristo e che dominano le nazioni cristiane! È possibile?  Come spiegare una cosa del genere, come spiegare che in un paese all’80, 85% cattolico a dominare e a dirigere tutti vi siano delle persone che sono contro la Chiesa cattolica, contro Nostro Signore?

Io penso che questo succede perché i cattolici immaginano che non debbano introdursi nelle funzioni pubbliche. Hanno paura di immischiarsi nelle funzioni pubbliche. E senza dubbio hanno ragione nella misura in cui dovrebbero prendere parte a delle cattive azioni. Ma se invece lo fanno per impedire che si realizzino delle opere malvagie, essi devono intervenire, devono assumersi delle responsabilità per il bene delle anime, per far regnare Nostro Signore nella legislazione.

Mi sembra che ci sia qui una mancanza e forse un’incomprensione del dovere dei cattolici fedeli. Sarebbe necessario che nei villaggi a grande maggioranza cattolica e con ancora delle convinzioni, ci fossero dei buoni cattolici a dirigerli, ad assumersi delle responsabilità comunali. Lo stesso per gli Stati. Non bisogna aver paura di assumersi delle responsabilità. Non significa fare della cattiva politica, non significa fare della politica di parte, ma cercare molto semplicemente il regno di Gesù Cristo, il regno sociale di Nostro Signore.

L’impossibile non è cattolico

Allora dobbiamo pregare per questo e incoraggiare tutti quei nostri amici, tutti i nostri conoscenti che sono in grado di assumere dei ruoli nei comuni, nelle città, nello Stato, incoraggiarli a candidarsi. Abbiamo avuto qui l’iniziativa promossa da alcuni nostri amici, che hanno pubblicato un giornale che si chiama Controverses, a cui hanno collaborato in qualche modo alcuni nostri fratelli sacerdoti. Ebbene, a mio avviso si tratta di un’iniziativa molto buona che può eventualmente essere utile al momento del voto, che può diffondersi tra le famiglie, dappertutto, al fine di incoraggiare a votare bene, ad esprimere un voto per Nostro Signore Gesù Cristo. Senza creare degli speciali partiti, ma, come dice San Pio X, che questi fedeli siano del partito di Dio, del partito di Nostro Signore Gesù Cristo.

Ecco, a mio avviso, cosa ci ricorda questa festa di Cristo Re, la quale ci chiede di agire coraggiosamente. Come diceva Giovanna d’Arco: «Noi combattiamo, preghiamo, e Dio ci darà la vittoria»!

Si dice: oh! Ma è impossibile. Non si può. È troppo difficile, non arriveremo mai ad averla vinta su quelli che oggi dirigono i nostri paesi. Non riusciremo mai a scalzarli. Ma bisogna contare sulla grazia di Dio. Dio è con noi. Dio vuole regnare poiché vuole il bene delle anime. E se quindi i cattolici si uniscono e pregano, fanno dei sacrifici e militano in favore del regno di Nostro Signore, ecco che bisogna contare nell’aiuto della grazia di Nostro Signore, nell’aiuto della Santissima Vergine Maria, che è forte come un esercito schierato in battaglia, nell’aiuto dei Santi, di San Michele Arcangelo, di tutti i Santi del paese, di San Nicola di Flüe, di San Maurizio qui nel Vallese, invochiamoli e chiediamo loro di aiutarci perché Nostro Signore Gesù Cristo regni nei nostri paesi, per salvare le anime delle generazioni future, per salvare le nostre anime e mettere i nostri paesi sotto il dolce regno di Nostro Signore.

Così sia.

+ Marcel Lefebvre, Ecône, il 30 ottobre 1988