500 anni dopo la scomunica di Lutero, un messaggio comune?

1 Marzo 2021
Fonte: fsspx.news
Statua di Martin Lutero a Wittenberg

Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, è intervenuto in occasione della ristampa della Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione per la Fede [Augusta, 31 ottobre 1999], per la riconciliazione tra cattolici e luterani.

 

"Speriamo che nel prossimo futuro sia possibile pubblicare un messaggio congiunto" firmato da cattolici e luterani sulla scomunica di Martin Lutero, ha detto a Vatican News l'8 gennaio 2021.

Il 3 gennaio 1521 Martin Lutero, padre del Protestantesimo, fu espulso dalla Chiesa cattolica in seguito alla pubblicazione della bolla papale Decet Romanum Pontificem.

In occasione del 500° anniversario di questa scomunica, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e la Federazione Luterana Mondiale hanno pubblicato una versione italiana rivista della "Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione".

La ripubblicazione di questo testo vuole sottolineare "la ferma intenzione" della Santa Sede e dei luterani di progredire nel riavvicinamento, ha dichiarato il cardinale Koch. Tuttavia, riconosce che la scomunica di Lutero continua a rappresentare una "ferita dolorosa nella storia della divisione cattolico-luterana".

Nella sua bolla, Papa Leone X definì Lutero "essere l'Anticristo", ricorda il cardinale svizzero.

La Federazione Luterana Mondiale e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani tentano congiuntamente "di chiarire, da un punto di vista ecumenico [sic], le questioni storiche, teologiche e canoniche legate a questo evento", e, continua, un gruppo di esperti si concentra su questo compito.

Chiaramente, non si tratta né più né meno che riscrivere ecumenicamente la storia, fare luce sul passato alla luce del Concilio Vaticano II, e far sì che le ragioni della scomunica di Lutero appaiano oggi "superate".

In Nouvelles de Chrétienté n° 168, novembre-dicembre 2017, padre Christian Thouvenot scrive: "Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero espose le sue 95 tesi alla porta del suo convento. Questo fu l'inizio dell'azione esplosiva di questo monaco agostiniano, professore di scienze bibliche all'Università di Wittenberg, all'inizio di quella che la storia doveva ricordare come la Riforma protestante."

Precisa: "La riforma luterana è più una rivoluzione che abbatte dogmi, pratiche religiose, liturgia, sacramenti e autorità divinamente stabilite, che una vera riforma. Taglia in due la Chiesa latina. Da un lato, ci sono i paesi che rimarranno fedeli alla dottrina cattolica e soggetti alla giurisdizione della Chiesa, del Vescovo di Roma. Dall'altro, i paesi che abbracciano le nuove idee e cadono nelle mani dei Signori, dello Stato.

"In questo 31 ottobre 2017, dove sono organizzati diversi eventi ecumenici ovunque, le autorità della Chiesa attuale affermano di festeggiare o celebrare eventi molto tristi ... Lutero, lo si sarà capito, è stato uno dei più grandi eresiarchi di tutti i tempi, responsabile, insieme ad Ario, della perdita di innumerevoli anime.

"Da parte sua, mons. Fellay, superiore generale della Fraternità San Pio X, ha già spiegato 'perché non possiamo celebrare con gioia il 500° anniversario della Riforma protestante. Al contrario, piangiamo questa crudele lacerazione. Preghiamo e lavoriamo, al seguito di Nostro Signore, affinché le pecore trovino la via che sicuramente le condurrà alla salvezza, quella della santa Chiesa cattolica e romana'." (Lettera agli Amici e ai Benefattori n° 87, 26 aprile 2017).