All'ombra delle piramidi, i cristiani cominciano a respirare

19 Gennaio 2022
Fonte: fsspx.news
Cattedrale copta cattolica di Nostra Signora d'Egitto al Cairo

Un barlume di speranza in Egitto: una nuova legge sullo status personale dei cristiani nel Paese dovrebbe essere presentata al Parlamento entro gennaio 2022. Il futuro testo punta a tutelare i diritti di una minoranza che rappresenta circa l'11% della popolazione egiziana.

Forse il capo dello stato egiziano si ispira al faraone che un tempo protesse Giuseppe e permise l'insediamento delle tribù d'Israele sulle rive del Nilo? Quel che è certo è che il disegno di legge inteso a ritagliare uno statuto giuridico su misura per la minoranza cristiana sarà esaminato dal Parlamento, non appena rientrerà il 23 gennaio 2022.

L'esame preliminare del testo – voluto dal maresciallo Abdel Fattah al-Sissi, al momento della sua ascesa al potere nel 2014 – ha preso comunque un certo tempo: il processo di revisione ha richiesto ben sedici sessioni di lavoro che hanno riunito esperti, funzionari di governo e rappresentanti di diverse confessioni cristiane.

È stato quindi necessario convocare le autorità civili per affinare il testo e ottenere il consenso di tutte le comunità ecclesiali sulla formulazione degli articoli del disegno di legge.

Questa legge dovrebbe tutelare i diritti matrimoniali dei cristiani e, più in generale, concedere uno status speciale a questa comunità che rappresenta l'11% della popolazione totale dell'Egitto, e che costituisce il gruppo di fedeli più numeroso del Medio Oriente, poiché circa uno su due cristiani orientali è egiziano.

L'elaborazione del testo ha richiesto più tempo del previsto, a causa della difficoltà di garantire e armonizzare i diversi approcci disciplinari su temi come la separazione coniugale e il divorzio, che sono regolati in modo diverso a seconda che si tratti di copti cattolici o non cattolici.

La futura legge dovrebbe comunque favorire la minoranza cattolica che, nel 2015, ha raccolto 272 000 fedeli – ovvero circa lo 0,27% della popolazione – distribuiti in 213 parrocchie e 15 diocesi.

Tra questi convivono diversi riti: copti cattolici – i più numerosi con circa 200.000 fedeli – cattolici latini, greco-cattolici, siriaci, maroniti, caldei, armeni.

La Chiesa in Egitto esiste fin dai tempi apostolici, poiché la tradizione riporta la presenza dell'evangelista San Marco, il che la rende una delle chiese più antiche del mondo. I copti si considerano inoltre come gli autentici egizi, discendenti dei faraoni.

Questa Chiesa si è separata dopo il Concilio di Calcedonia (451) sulla questione della doppia natura di Cristo, poiché la maggioranza riteneva un'unica natura nel Verbo incarnato, un misto di natura umana e divina – che costituisce l'eresia monofisita – e si formò così la Confessione copta separata dall'unità romana, e talvolta chiamata "ortodossa".

Questo nome è ambiguo, perché suggerisce che questa Chiesa sia apparsa dopo lo scisma del 1054, che ha dato i natali agli ortodossi. Ecco perché dobbiamo preferire il termine Chiesa pre-calcedoniana. Questi copti riconoscono solo i primi tre concili ecumenici, che hanno preceduto il Concilio di Calcedonia.

Per mantenere tutto semplice, alcuni copti si sono uniti alla Chiesa greco-ortodossa di Alessandria, che fa parte della comunione ortodossa...

Infine, va notato che gli attuali copti precalcedoniani non professano più un monofisismo radicale, ma si sono avvicinati molto alla dottrina cattolica sulle due nature di Cristo.