In Argentina è crollato l'ultimo baluardo contro l'aborto

5 Gennaio 2021
Fonte: fsspx.news
Bambino di 12 settimane

A seguito del voto di un Senato conservatore, il 30 dicembre 2020, l'Argentina è diventata il primo grande paese sudamericano a legalizzare l'aborto, segno della crescente secolarizzazione di uno stato ancora prevalentemente cattolico.

 

 

"Abbiamo fatto la storia", gridano gli attivisti pro-aborto, vestiti di verde e riuniti davanti al parlamento di Buenos Aires, la mattina presto del 30 dicembre 2020. Infatti l'aborto gratuito fino alla quattordicesima settimana di la gravidanza è ora legalizzato.

I dibattiti sono stati aspri: secondo il presidente del Senato - l'ex presidente della Repubblica Cristina Kirchner - erano presenti 7 senatori su 72 durante la seduta iniziata il 29 dicembre, alle ore 16 locali.

Gli altri hanno partecipato in videoconferenza, a causa dei rischi associati all'epidemia di Covid-19.

La votazione si è svolta intorno alle 4.30 (8.30 a Roma) del giorno successivo: trentotto senatori hanno approvato il testo, ventinove si sono opposti e un senatore si è astenuto.

Il coinvolgimento di papa Francesco nel dibattito, fino ad ora abbastanza discreto, non ha riscosso nulla: "il Figlio di Dio nasce rifiutato, per dirci che ogni persona rifiutata è figlio di Dio. È venuto al mondo come viene un bambino piccolo, debole e fragile, perché possiamo accogliere teneramente le nostre fragilità", ha twittato il pontefice argentino, il 29 dicembre, in un messaggio interpretato dalla stampa argentina come un rifiuto di la legge.

La Chiesa cattolica argentina - affiancata dai protestanti evangelici - aveva da parte sua lanciato un appello a "unirsi per implorare rispetto e cura della vita che nascerà", con una giornata di digiuno e preghiera: una mobilitazione che non è bastata a far pendere la bilancia a favore della cultura della vita.

Per influenzare dalla sua parte un senato prevalentemente conservatore, il governo si è abilmente premurato di predisporre il disegno di legge iniziale, compresa la possibilità per i medici, di far valere la loro "obiezione di coscienza".

Parallelamente, un altro disegno di legge istituisce un assegno, detto dei "mille giorni", destinato a sostenere le madri durante la gravidanza e i primi anni di vita, al fine di ridurre gli aborti per motivi economici.

Il meteo del 30 dicembre a Buenos Aires è stato tetro e pesante, come la legge approvata la mattina presto, con la quale l'Argentina è appena entrata a far parte della sinistra cerchia di paesi come Cuba, Uruguay, Guyana, Città del Messico e lo stato messicano di Oaxaca che hanno scelto di legalizzare l'omicidio del nascituro.