Bandito dalla Chiesa per aver rifiutato il "linguaggio inclusivo"

20 Novembre 2021
Fonte: fsspx.news
Professor Walter Krämer

Il presidente dell'Associazione per la lingua tedesca, Walter Krämer, è stato costretto a "lasciare la Chiesa" di Germania per non volersi conformare all'ideologia di genere, in particolare alla scrittura inclusiva.

Nato nel 1948, il professor Krämer non è uno sconosciuto. Rinomato economista, è professore di statistica economica e sociale presso l'Università tecnica di Dortmund. È anche il fondatore dell'Associazione per la lingua tedesca (Verein Deutsche Sprache) che conta più di 36.000 membri ed è attiva nella promozione e difesa della lingua tedesca.

Essa "si impegna a garantire che il tedesco non diventi un dialetto di fine giornata, ma rimanga una lingua di cultura, economia e scienza", secondo il suo sito web. Il professor Krämer è anche vicepresidente dell'Accademia delle scienze e delle arti della Renania settentrionale - Vestfalia.

Per anni, questo amante della lingua di Goethe ha lottato contro l'insopportabile distorsione del linguaggio inclusivo veicolata dall'ideologia di genere, che ha soprannominato Gaga-Gender.

Opposizione all'introduzione del linguaggio inclusivo nella Chiesa
Di recente si è opposto al vescovo della diocesi di Hildesheim, protestando contro un opuscolo che promuoveva un linguaggio inclusivo. Non volendo contribuire finanziariamente a questa rovina, che è insieme abdicazione e pericolo per la fede, ha chiesto di pagare la tassa ecclesiastica in un'altra diocesi.

Come è noto, la Chiesa di Germania è finanziata dalle tasse ecclesiastiche. Il contribuente deve indicare a chi vuole destinare questi soldi - quasi il 10% delle tasse. Così, quelli registrati come cattolici donano alla Chiesa.

Krämer ha chiesto se fosse possibile per lui pagare questa tassa in un'altra diocesi, ma l'associazione diocesana gli ha rifiutato a causa del suo luogo di residenza. Di conseguenza ha deciso di non pagare più questa tassa, dichiarando però di rimanere cattolico.

Una spiegazione documentata
Il 17 novembre, l'economista e avversario del linguaggio inclusivo ha spiegato il suo atteggiamento in una lettera pubblicata sul sito web della sua associazione.

“Utilizzando un linguaggio sempre più inclusivo, la Chiesa cattolica si sta allontanando dai fedeli”, ha affermato. “Ad aprile, il Comitato centrale dei cattolici (ZdK) ha deciso di utilizzare l'asterisco di genere. L'"organizzazione dei laici" è diventata "organizzazione de* laic*"”, sottolinea il professore. “Invece di stare al fianco dei fedeli e parlare la loro lingua, la Chiesa cattolica preferisce seguire una tendenza che sta facendo breccia nei rapporti interpersonali.”

“In tempi di cattiva gestione degli abusi e delle restrizioni sanitarie, la Chiesa non ha altro da fare che promuovere il linguaggio apparentemente appropriato al genere come portatore di salvezza. Invece di stare al fianco dei fedeli e parlare la loro lingua, la Chiesa cattolica preferisce seguire una corrente che ostacola le relazioni interpersonali”, sottolinea con forza il professor Krämer.

“La Gioventù Cattolica (KjG) arriva al punto di dubitare del concetto stesso di Dio, che scrive come "Di*"; la Gioventù Studentesca Cattolica (KSJ) sta già utilizzando questa versione”, aggiunge. “Con l'aumento dell'uso di un linguaggio inclusivo, la Chiesa cattolica si sta allontanando dai fedeli”, ha spiegato.

Una critica pertinente
Amante della sua lingua, il Professore ha visto giusto. La “teologa” e vicepresidente della (iperprogressista) associazione tedesca delle donne cattoliche, Agnes Wuckelt, ha affermato che, in fin dei conti, questo espediente “si traduce nella grande opportunità per persone diverse di essere anche immagine di Dio e di essere amate da Dio.”

Ha aggiunto che in questo modo “le persone che non si sentono appartenere al genere maschile o femminile sperimenterebbero la giustizia in un contesto teologico-religioso”. - No comment.

Il KSJ intanto ha annunciato che “farà una campagna per un'altra immagine di Dio”, che sarà “lontana dal vecchio bianco, barbuto e punitivo: un Di * della diversità”. Si giustificano dicendo che “dopotutto, Di* non può essere assegnato a nessun genere o altra categoria umana”.

Questo è corretto, ma da un lato la parola "Dio" ha un genere e, dall'altro, Dio si è rivelato come Padre e si è incarnato come Figlio, che lo si voglia o no.

Conclusione
Walter Krämer voleva restare cattolico, voleva continuare a pagare le tasse ecclesiastiche, ma in una diocesi che non si sottomettesse a un linguaggio distruttivo della fede. A persone come lui risponde la “misericordiosa Chiesa di Germania”: non sei più cattolico, non puoi nemmeno essere sepolto in un cimitero cattolico.