Benedetto XVI è profondamente preoccupato per la Chiesa in Germania

14 Aprile 2021
Fonte: fsspx.news

In occasione della pubblicazione del suo libro How the Catholic Church Can Restore Our Culture, Mons. Georg Gänswein, Segretario privato del Papa emerito e Prefetto della Casa Pontificia, ha rilasciato un'intervista al quotidiano spagnolo Alfa y omega.

 

 

Il giornalista pone per prima cosa una domanda generale sui tre papi che hanno regnato durante il primo ventennio del XXI secolo. Poi chiede se Papa Francesco abbia beneficiato di qualche contributo del Papa ritirato, in particolare sulla situazione in Germania che conosce bene.

Monsignor Gänswein ammette che in passato ci sono stati incontri tra Francesco e il suo predecessore. Ma questo per mettere subito in chiaro che sono estremamente confidenziali.

Ma aggiunge, "è abbastanza evidente che la situazione della Chiesa cattolica in Germania è attualmente caratterizzata da tensioni e confusioni" che preoccupano molto l'inquilino del monastero Mater Ecclesiae.

Ha chiarito: "Benedetto XVI percepisce e riconosce la mancanza di unità in molti aspetti fondamentali della fede". Il che equivale ad affermare deviazioni gravi, se si tratta di aspetti fondamentali. Il Papa emerito vuole "chiarimenti al più presto per evitare gravi conseguenze per la fede e la Chiesa in Germania". Resta da sperare che questo consiglio venga seguito.

Da parte sua, il Papa emerito ha già fatto del suo meglio per questa chiarificazione. L'11 aprile 2019, infatti, ha pubblicato un testo in cui si parlava della crisi degli abusi sui minori, che è all'origine della decisione dell'episcopato tedesco di avviare il Cammino sinodale.

Le cause dietro l'abuso
Questo documento inizia cercando le cause profonde della crisi degli abusi, come ha potuto analizzarle il Cardinale Joseph Ratzinger in quanto Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. La sua analisi contrasta radicalmente con il rapporto commissionato dalla Conferenza episcopale tedesca, che ha fondato l'avvio del Cammino sinodale.

Secondo questa analisi, la prima causa risiede nel contesto sociale della liberazione della morale: e richiama su questo argomento le rivendicazioni pansessuali e la promozione della pedofilia.

Una seconda causa è legata alla rivoluzione della teologia morale e dell'insegnamento della Chiesa in materia di costumi, dopo il Concilio Vaticano II.

Infine, una terza causa può essere trovata nel rifiuto del magistero della Chiesa, che non è più riconosciuto come infallibile in materia di morale. Da quel momento in poi, qualsiasi cosa - o quasi tutto - era possibile.

Gli effetti che derivano da queste cause: rotture catastrofiche
Per l'ex papa, le cause che ha messo in luce hanno portato a tre rotture essenziali. Una rottura nella formazione in seminari. Una rottura nel reclutamento dei vescovi. Infine, una rottura nel diritto canonico.

Quest'ultima analizza l'inadeguatezza dei mezzi di repressione previsti dal nuovo Codice di Diritto Canonico, promulgato nel 1983. All'origine di questa debolezza, ammette, c'è "un problema fondamentale nella percezione del diritto penale. (...) Bisognava soprattutto garantire i diritti dell'imputato, in misura tale da escludere di fatto ogni condanna. (…) Il diritto alla difesa a titolo di garanzia è stato esteso a tal punto che le condanne erano difficilmente possibili".

Questa lesione della giustizia, inserita nella legge e volutamente ricercata, ha infatti portato con sé, come nel suo principio, la tutela degli autori di abusi.

Ma questo contributo è stato accolto molto male al di là del Reno e alla fine non ha avuto risultati tangibili.