Chi sono coloro che stanno preparando il prossimo conclave? (2)

29 Dicembre 2021
Fonte: fsspx.news
Andrea Riccardi

Durante l'incontro avuto con i suoi colleghi gesuiti in Slovacchia il 12 settembre 2021, Papa Francesco ha denunciato il comportamento sospetto di alcuni presuli, durante e dopo l'intervento chirurgico del 4 luglio, "si stavano preparando per il conclave", ha detto.

La prima parte ha presentato le tre tendenze che si notano tra i cardinali. Questa seconda parte introduce uno dei gruppi di pressione più influenti.

Operazione Sant'Egidio
Sandro Magister, dal canto suo, - sul suo blog Settimo Cielo del 12 ottobre - vede pesare gravemente sull'elezione del successore di Francesco l'influenza della Comunità di Sant'Egidio. Il candidato di questa comunità progressista - zelante organizzatore dell'incontro interreligioso di Assisi (27 ottobre 1986) e di quelli che seguirono - è il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna.

Questo prelato sta, secondo Sandro Magister, "all’ombra di Riccardi, uno dei fondatori della comunità di Sant’Egidio, che è indiscutibilmente la più potente lobby cattolica degli ultimi decenni a livello mondiale, tanto più influente, in un futuro conclave, quanto più il collegio dei cardinali elettori – dopo i maltrattamenti subiti da papa Francesco sia nelle nomine che nelle mancate convocazioni dei concistori – s’è fatto disordinato, di incerto sentire e facile a essere instradato da pressioni interne ed esterne."

Secondo il vaticanista romano, già "nei conclavi del 1978, del 2005 e del 2013 gli uomini di Sant’Egidio hanno tentato di pilotarne l’esito. Ogni volta senza successo, ma sempre, poi, con l’abilità camaleontica di adattarsi perfettamente a ciascun nuovo papa, fino a toccare l’apogeo con il pontificato di Francesco"

Quest'ultimo "non solo ha promosso Zuppi ad arcivescovo di Bologna e a cardinale, ma ha collocato Vincenzo Paglia alla testa degli istituti vaticani per la vita e la famiglia, ha messo Matteo Bruni a capo della sala stampa e, da ultimo, ha nominato vicepresidi del rifondato pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia i coniugi Agostino Giovagnoli e Milena Santerini, il primo dei quali anche indefesso avvocato dell’attuale, disastrosa politica pontificia con la Cina."

La Comunità di Sant'Egidio non ha aspettato l'attuale pandemia per avanzare sotto mentite spoglie. Sandro Magister svela la tattica dei suoi dirigenti: "non schierarsi pubblicamente sui temi più realmente controversi nella Chiesa, specie se toccano i fondamenti della dottrina, ma di navigare in acque tranquille e di sicuro beneficio mediatico come i simposi per la pace e la madre terra, oltre che le attività caritative con i poveri."

"Quando invece, per i ruoli ricoperti, proprio non possono schivare di prendere posizione, la loro regola è di attestarsi sul terreno “pastorale”, quello tanto caro a papa Bergoglio, che consente di predicare e praticare le soluzioni più diverse, specie se conformi allo spirito del tempo, asserendo a parole che la dottrina resta sempre la stessa."

"Le confuse dichiarazioni di Paglia sull’eutanasia ne sono un esempio tra tanti, come lo è la sibillina prefazione del cardinale Zuppi all’edizione italiana del libro “Building a bridge” del gesuita James Martin, apprezzatissimo da Francesco, di sostegno a una nuova pastorale degli omosessuali."

Sandro Magister afferma che se il cardinale Zuppi " fosse eletto, non sarà lui, ma più di lui Andrea Riccardi, l’onnipotente fondatore e capo della comunità, dove da sempre non cade foglia che lui non voglia."

Intelligente, "Riccardi sa anche che per aggiudicarsi la successione a Francesco occorre prendere una certa distanza tattica dall’attuale papa, come richiesto dalla fisiologia di ogni cambio di pontificato."

"Ed è ciò che ha fatto in un suo recente libro di analisi sullo stato attuale della Chiesa, molto critico fin dal titolo, “La Chiesa brucia”, come per invocare un cambio di rotta, ma anche molto vago sul nuovo cammino da intraprendere, come per non voler scontentare nessuno."

E il vaticanista conclude prudente: "Ma che l’operazione riesca è tutto da vedere. Anzi, non riuscirà affatto, una volta che le sia tolta la maschera."