Commemorazione del Battesimo di Nostro Signore Gesù Cristo

13 Gennaio 2021
Fonte: fsspx.news

Il secondo mistero dell'Epifania, il mistero del Battesimo di Cristo nel Giordano, occupa soprattutto oggi l'attenzione della Chiesa.

L'Emmanuele si è manifestato ai Magi dopo essersi mostrato ai pastori; ma questa manifestazione ha avuto luogo all'interno dello stretto recinto di una stalla a Betlemme, e gli uomini di questo mondo non lo sapevano.

Nel mistero del Giordano, Cristo si manifesta più vividamente. Il suo avvento è annunciato dal Precursore; lo testimonia la folla che accorre al Battesimo del fiume; Gesù è al preludio della sua vita pubblica.

Questa seconda Epifania ha per oggetto, come la prima, il bene e la salvezza dell'umanità. La stella ha condotto i Magi a Cristo; hanno aspettato, hanno sperato; ora credono. La fede nel Messia venuto inizia nella Gentilità.

Ma non bastava credere di essere salvati; la macchia del peccato deve essere lavata via con l'acqua. "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato" (Mc 16,16): era quindi tempo che avvenisse una nuova manifestazione del Figlio di Dio, per inaugurare il grande rimedio che avrebbe dovuto dare alla fede la virtù di produrre vita eterna.

Ora, i decreti della divina Sapienza avevano scelto l'acqua come strumento di questa sublime rigenerazione del genere umano. Per questo, all'origine delle cose, lo Spirito di Dio ci viene mostrato aleggiare sulle acque, affinché, come la Chiesa canta il Sabato Santo, la loro natura potesse già concepire un principio di santificazione.

Ma le acque dovevano essere usate per la giustizia nei confronti del mondo colpevole, prima che fossero chiamate a compiere i disegni della misericordia. Ad eccezione di una famiglia, l'umanità, con un terribile decreto, scomparve sotto le onde del diluvio.

Tuttavia, la colomba, emersa per un attimo dall'arca della salvezza, vi entrò di nuovo, deponendo un ramoscello d'ulivo, simbolo di pace restituito alla terra dopo l'effusione dell'acqua. Ma il compimento del mistero annunciato era ancora lontano.

Solo il contatto delle membra umane di un Dio incarnato poteva dare alle acque quella virtù purificatrice dopo la quale il colpevole avrebbe potuto sospirare. Dio aveva dato suo Figlio al mondo, non solo come il Legislatore, il Redentore, la Vittima della salvezza, ma anche per essere il Santificatore delle acque; ed era all'interno di questo elemento sacro che doveva rendergli una testimonianza divina e manifestarlo una seconda volta.

Il nostro Re divino avanza verso il Giordano, non per cercarvi la santificazione, perché è il principio di ogni giustizia, ma per dare finalmente alle acque la virtù di dare alla luce una razza nuova e santa. Discende nel letto del Giordano, affinché riceva da esso, per comunicarla a tutto l'elemento, quella virtù santificante che non perderà mai.

Riscaldate dal divino ardore del Sole di Giustizia, le acque diventano feconde, nel momento in cui il sacro capo del Redentore viene immerso nel loro seno dalla mano tremante del Precursore.

Ma, in questo preludio di una nuova creazione, è necessario che intervenga tutta la Trinità. I cieli si aprono; da essi discende la Colomba, non più simbolica e figurativa, ma annunciante la presenza dello Spirito d'amore che dona pace e trasforma i cuori. Si ferma e si adagia sulla testa dell'Emmanuele, librandosi sia sull'umanità del Verbo che sulle acque che bagnano le sue auguste membra.

Tuttavia, l'Uomo-Dio non si era ancora manifestato con sufficiente chiarezza; era necessario che la parola del Padre tuonasse sulle acque e le agitasse fin nelle profondità dei loro abissi. Allora si udì una Voce che diceva: Questo è il mio diletto Figlio, nel quale ho posto tutte le mie compiacenza. Così si manifestò la Santità dell'Emmanuele, con la presenza della divina Colomba e con la voce del Padre, come la sua Regalità era stata manifestata dalla silenziosa testimonianza della Stella.

Compiuto il mistero, investito l'elemento delle acque della virtù purificatrice, Gesù lascia il Giordano e risale sull'argine, portando con sé, secondo il pensiero dei Padri, rigenerato e santificato, il mondo di cui ha lasciato sotto le onde i crimini e contaminazioni.

Glorifichiamo dunque Cristo, per questa seconda manifestazione del suo carattere divino, e rendiamo grazie a Lui, insieme alla Santa Chiesa, per averci donato, dopo la Stella della fede che ci illumina, l'Acqua potente che lava via le nostre sporcizie.

Nella nostra gratitudine, ammiriamo l'umiltà del Salvatore che si china sotto la mano di un mortale, per compiere ogni giustizia, come egli stesso dice; poiché, avendo preso la forma del peccato, era necessario che ne sopportasse l'umiliazione per risollevarci dalla nostra umiliazione.

Ringraziamolo per questa grazia del Battesimo che ci ha aperto le porte della Chiesa in terra e della Chiesa in cielo. Infine, rinnoviamo gli impegni che abbiamo preso al sacro fonte, e che erano la condizione di questa nuova nascita.