Dopo Francesco, un Francesco II? (3)

30 Maggio 2022
Fonte: fsspx.news
Il cardinale Jean-Claude Hollerich

Papa Francesco da diversi mesi mostra serie difficoltà a deambulare. Il 30 aprile 2022, ricevendo pellegrini dalla Slovacchia, ha dichiarato che la sua gamba "non va bene", aggiungendo anche: "non funziona". Ha confidato che il suo medico gli ha consigliato di non camminare.

Questo preoccupante stato di salute ha fatto sì che gli osservatori romani si interrogassero sempre più sul futuro papa. La prima parte riportava le parole di un prelato ben informato, Mons. Nicola Bux, e la seconda quella di due vaticanisti che descrivevano l'atteggiamento del Papa di anticipare il suo successore.

Un cardinale a immagine e somiglianza di Francesco
In Settimo Cielo del 10 febbraio Sandro Magister ha citato anche il nome di un prelato gesuita in linea col papa gesuita, il cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo: Francesco lo ha nominato "l’8 luglio 2021, relatore generale del sinodo pluriennale che – a giudizio del papa regnante ma anche di questo suo possibile successore – dovrebbe rimodellare la Chiesa all’insegna, appunto, della “sinodalità”."

"Per Hollerich questo sinodo dovrà essere più che mai “aperto”. Dovrà saper ascoltare e “riempirsi” delle proposte che salgono dall’intero popolo di Dio. Anche sui capitoli più scottanti."

Il vaticanista romano pubblica su questi "capitoli scottanti" una serie di dichiarazioni del cardinale Hollerich, rilasciate durante le interviste concesse a La Croix il 20 gennaio e alla Katolische Nachrichten-Agentur il 27 gennaio. A voi il giudizio:

Sui preti sposati: "ggi mi auguro che ci siano i ‘viri probati’. È un desiderio profondo. […] Ma penso che dobbiamo andare in questa direzione, altrimenti presto non avremo più preti."

Sulle donne prete: "Mi sembra che il primo problema non sia se le donne debbano diventare preti o meno, ma anzitutto se le donne abbiano un vero peso nel sacerdozio che è di tutti i battezzati e cresimati del popolo di Dio e se in questo modo possano esercitare l’autorità a ciò associata. Questo significherebbe anche omelia nella messa? Direi di sì."

Sulla sessualità: "Dobbiamo cambiare il nostro modo di considerare la sessualità. Fino ad oggi ne abbiamo avuto una visione piuttosto repressa."

Sull'omosessualità: "Le posizioni della Chiesa sulle relazioni omosessuali come peccaminose sono sbagliate. Credo che la fondazione sociologica e scientifica di questa dottrina non sia più corretta. È tempo per una fondamentale revisione dell’insegnamento della Chiesa e il modo con cui papa Francesco ha parlato dell’omosessualità può condurre a un cambiamento nella dottrina."

"Intanto nella nostra arcidiocesi, in Lussemburgo, nessuno è licenziato perché omosessuale, né perché è divorziato e risposato. Non posso gettarli fuori, diverrebbero disoccupati, e come una simile cosa può essere cristiana? Quanto ai preti omosessuali, ce ne sono molti, e sarebbe bene che ne possano parlare al loro vescovo senza che lui li condanni."

Sull'intercomunione: "A Tokyo davo la comunione a ognuno di coloro che venivano a messa. Non ho mai negato la comunione a nessuno. Davo per scontato che un protestante, se viene a fare la comunione, sa che cosa intendono i cattolici con la comunione, almeno tanto quanto lo sanno gli altri cattolici che partecipano alla messa."

Sull'aborto: "[...] io sono assolutamente contrario all’aborto. E come cristiano, non posso avere una posizione diversa. Ma comprendo anche che c’è una preoccupazione per la dignità delle donne, e che ciò che abbiamo sostenuto nel passato per opporci alla legge sull’aborto oggi non è più udibile. A questo punto, quale altra misura possiamo prendere per difendere la vita? Quando un discorso non è più seguito, non bisogna accanirsi ma cercare altre vie"

Conclude Sandro Magister: "È un banale replicante di Bergoglio, però, quando si mette anche lui a ripetere questa litania carissima al papa regnante: “Anche il pastore non sempre conosce la strada e sa dove andare. A volte saranno le pecore a trovare la strada e il pastore a seguire con difficoltà, passo passo”."

"Per non dire della spericolata messa in mora, tale e quale che in papa Francesco, dell’aristotelico principio di non contraddizione, che anche Hollerich non teme di rovesciare nel suo contrario, con in più un tocco di colore alla giapponese: “Sono un vescovo che viene dal Giappone e penso che quelle esperienze mi abbiano offerto un altro orizzonte di pensiero e di giudizio."

"I giapponesi non pensano come nella logica europea degli opposti. Se noi diciamo che una cosa è nera, significa che non è bianca. I giapponesi invece dicono: ‘È bianca, ma forse anche nera’. In Giappone si possono combinare gli opposti senza cambiare punto di vista”."

 

Continua...