Dossier speciale: “Traditionis custodes” (6)

30 Agosto 2021
Fonte: fsspx.news

In questo periodo di crisi senza precedenti, di fronte a questo nuovo attacco alla Messa tridentina, è utile riprendere questa predica tenuta da Mons. Marcel Lefebvre, durante le ordinazioni sacerdotali del 29 giugno 1982, al seminario di Ecône. Il fondatore della Fraternità San Pio X vi traccia un parallelo tra la Passione di Cristo e la Passione della sua Chiesa nel nostro tempo. Solo uno sguardo di fede permette di rimanere in piedi nella prova, come la Santissima Vergine Maria ai piedi della Croce: Stabat Mater.

Si è mantenuto il testo in uno stile parlato [NDT].

Brevemente, vorrei cercare di illuminare un po' le vostre menti su quella che mi sembra essere la nostra linea di condotta in questi eventi così dolorosi che si stanno verificando nella Santa Chiesa. Mi sembra che possiamo paragonare questa Passione che la Chiesa soffre oggi con la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Vedete quanto sono stupiti gli stessi apostoli, davanti a Nostro Signore incatenato che, dopo aver ricevuto quel bacio di tradimento da Giuda, viene portato via; è vestito di una veste scarlatta; ridono di lui; lo colpiscono; viene caricato della Croce e gli apostoli fuggono. Gli apostoli sono scandalizzati. Non è possibile! Non è possibile che colui che Pietro aveva proclamato "il Cristo, il Figlio di Dio" (cfr Mt 16,16), sia ridotto a una tale indigenza, una tale umiliazione, una tale sudditanza. Non è possibile! E loro scappano da lui.

Solo la Vergine Maria con San Giovanni e poche donne restano intorno a Nostro Signore. Hanno mantenuto la fede. Non vogliono abbandonare Nostro Signore. Sanno che Nostro Signore è Dio; ma sanno anche che è un uomo. Ed è proprio questa unione della divinità e dell'umanità di Nostro Signore che ha posto problemi straordinari, perché Nostro Signore non ha voluto solo essere uomo. Voleva essere un uomo come noi, con tutte le conseguenze del peccato, ma senza peccato. Eccetto il peccato, voleva soffrirne tutte le conseguenze: il dolore, la fatica, la sofferenza, la fame, la sete, la morte, fino alla morte.

Lo scandalo della Croce
Sì, Nostro Signore ha realizzato questa cosa straordinaria che ha scandalizzato gli apostoli, prima di scandalizzare molti altri che si sono separati da Nostro Signore, o che non credevano più nella divinità di Nostro Signore. Nel corso della storia della Chiesa, vediamo anime che, confuse dalla debolezza di Nostro Signore, non credevano che fosse Dio.

E questo è il caso di Ario. Ario disse: "No, non può essere, quest'uomo non può essere Dio. Senza dubbio è un superuomo; è il primogenito; ma non è Dio, poiché ha detto di essere inferiore a suo Padre; che suo Padre è più grande di lui. È quindi meno di suo Padre; non è quindi Dio."

E poi ha pronunciato queste parole sorprendenti: "La mia anima è triste fino alla morte". Come fa colui che aveva la visione beatifica, che vedeva Dio nella sua anima umana, e che perciò era ben più glorioso che infermo, ben più eterno che temporale, la cui anima era già nell'eternità beata... Eccolo sofferente e che dice : "L'anima mia è triste fino alla morte" (Mt 26,38); e chi pronuncia queste parole stupefacenti che noi stessi non avremmo mai immaginato di mettere sulle labbra di Nostro Signore: "Signore, Signore, perché mi hai abbandonato?" (Sal 21,2).

Ma come può Nostro Signore, Dio stesso dire questo: "Perché mi hai abbandonato?" Quindi lo scandalo - ahimè! - si diffonde tra le anime deboli, e Ario trascina quasi tutta la Chiesa a dire: No, questa persona non è Dio.

Altri, al contrario, reagiranno e diranno: Ma forse tutto ciò che ha sofferto Nostro Signore, questo sangue che scorre, queste ferite, questa Croce, tutto questo è immaginazione. Si tratta infatti di fenomeni esterni avvenuti, ma non reali, un po' come l'Arcangelo Raffaele, quando accompagnò Tobia e poi disse a Tobia. "Tobia credevi che mangiassi quando prendevo cibo, invece no, mi nutro di un cibo spirituale" (cfr Tb 12,19).

Così l'Arcangelo Raffaele non aveva un corpo come quello di Nostro Signore Gesù Cristo; non è nato nel grembo di una madre terrena come Nostro Signore nato dalla Vergine Maria. Forse per Nostro Signore era un fenomeno simile e che, pur sembrando mangiare, non mangiava, sembrando soffrire, non soffriva. E poi ci furono quelli che negavano la natura umana di Nostro Signore Gesù Cristo, i Monofisiti, i Monoteliti che negarono la natura umana e la volontà umana di Nostro Signore Gesù Cristo: tutto era Dio in lui e tutto ciò che era accaduto erano solo apparenze. Guardate le conseguenze di chi si scandalizza della realtà, della verità.

Quindi farò un confronto con la Chiesa di oggi. Oggi siamo scandalizzati - sì, proprio scandalizzati - della situazione della Chiesa. Credevamo che la Chiesa fosse veramente divina e che non avrebbe mai potuto sbagliare, che non avrebbe mai potuto farci sbagliare.

La Chiesa divina e umana
Sì, è vero, la Chiesa è divina; la Chiesa non può perdere la Verità; la Chiesa manterrà sempre la Verità Eterna. Ma è anche umana, la Chiesa è umana e molto più umana di Nostro Signore Gesù Cristo! Nostro Signore non poteva peccare. Era il Santo, il Giusto per eccellenza. Ma la Chiesa, se è divina, e veramente divina, ci porta tutte le cose di Dio e particolarmente la Santa Eucaristia, quelle realtà eterne che non possono mai cambiare, che faranno la gloria delle nostre anime in Cielo... Sì , la Chiesa è divina, ma è umana. È retta da uomini che possono essere peccatori, che sono peccatori e che, se partecipano in un certo modo alla divinità della Chiesa - in una certa misura, come il Papa, ad esempio, attraverso il carisma dell'infallibilità partecipa alla divinità della Chiesa, ma resta uomo, resta peccatore. E a parte quei casi in cui usa il suo carisma di infallibilità, può errare, può peccare.

Allora perché scandalizzarci e dire come alcuni, alla maniera di Ario: "non è Papa, non è Papa". Come diceva Ario: "Non è Dio. Non è vero, Nostro Signore non può essere Dio", così saremmo tentati di dire ugualmente: "Non è possibile, non può essere Papa facendo quello che fa".

E come altri, al contrario, che divinizzano la Chiesa a tal punto che tutto sarebbe perfetto nella Chiesa, e che, essendo tutto perfetto nella Chiesa, non ci sarebbe motivo per noi di fare alcunchè che possa opporsi qualcosa che ci viene da Roma. O ancora, poiché tutto è divino a Roma e bisogna accettare tutto ciò che viene da Roma, si comportano come quelli che dicevano che Nostro Signore era talmente Dio, che non era possibile che soffrisse, che erano apparenze di sofferenza, ma che in realtà non soffriva, che in realtà il suo Sangue non scorreva, che si trattava di apparenze che erano davanti agli occhi di chi gli stava intorno, ma che non era una realtà.

Così è lo stesso oggi con alcuni che seguono, dicendo: "No, niente può essere umano nella Chiesa, niente può essere imperfetto nella Chiesa". Anche loro si sbagliano. Non seguono la realtà delle cose. Fino a che punto può spingersi l'imperfezione nella Chiesa? Fino a che punto può arrivare - direi - il peccato nella Chiesa, il peccato nell'intelletto, il peccato nell'anima, il peccato nel cuore e nella volontà?

Sono i fatti che ce lo mostrano. Come vi ho detto prima, non avremmo mai osato mettere sulla bocca di Nostro Signore queste parole: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" Non avremmo mai osato mettere parole del genere sulle sue labbra. Né avremmo pensato che il male, che l'errore potesse penetrare così all'interno della Chiesa.

Viviamo in questa epoca! Non possiamo chiudere gli occhi. Le cose sono lì davanti a noi, non dipendono da noi. Siamo testimoni di ciò che accade nella Chiesa. Di ciò che è accaduto di terrificante dopo il Concilio, di queste rovine che si accumulano giorno dopo giorno; di anno in anno nella Santa Chiesa. E più andiamo avanti, più gli errori si diffondono e più i fedeli perdono la fede cattolica.

Un recente sondaggio in Francia ha detto che praticamente si potrebbe pensare che siano rimasti solo due milioni di cattolici francesi che sono ancora veramente cattolici.

Quindi andiamo alla fine. Tutti cadranno nell'eresia; tutti cadranno nell'errore, perché dei chierici - come diceva san Pio X - sono entrati nell'interno della Chiesa, hanno occupato la Chiesa e hanno diffuso errori col favore dell'autorità che detengono nella Chiesa.

Dobbiamo seguire l'errore perché ci arriva per autorità? Non più di quanto dobbiamo obbedire a dei genitori che sono indegni e che ci chiedono di fare cose indegne; non più di quanto dobbiamo obbedire a coloro che ci chiedono di abbandonare la nostra fede e abbandonare ogni tradizione. Non c'è dubbio!

Certamente è un grande mistero. Il grande mistero di questa unione della divinità con l'umanità. La Chiesa è divina, la Chiesa è umana. Fino a che punto le colpe dell'uomo - direi - possono quasi intaccare la divinità della Chiesa? Solo Dio lo sa. È un grande mistero.

Per amore della Chiesa
Ma stiamo vedendo i fatti. Dobbiamo affrontare questi fatti e non abbandonare mai la Chiesa. Non abbandonare mai la Chiesa Cattolica e Romana! Non abbandonare mai il successore di Pietro, perché è per mezzo di lui che noi siamo legati a Nostro Signore Gesù Cristo, lui, il Vescovo di Roma, il successore di Pietro.

Ma se purtroppo spinto da non so quale spirito, o quale formazione, o quale pressione a cui è sottoposto; se per negligenza ci lascia e ci conduce per vie che ci fanno perdere la fede, non dobbiamo seguirlo riconoscendo però che è Pietro, e che se parla con il carisma dell'infallibilità, dobbiamo accettarlo. Ma quando non parla con il carisma dell'infallibilità, potrebbe benissimo sbagliarsi. Ahimè! Non è la prima volta che accade nella storia.

Forse a questo livello e fino a questo punto, questa è la prima volta che vediamo una cosa del genere nella storia, quindi siamo davvero profondamente turbati, profondamente mortificati, noi che amiamo tanto la Santa Chiesa, che l'abbiamo venerata e la veneriamo ancora. Ed è per questo che esiste questo seminario [Ecône], per amore della Chiesa, cattolica, romana, e perché esistono tutti questi seminari! Siamo profondamente feriti nell'amore per nostra Madre, pensare che i suoi servi - ahimè! - non la servono più e le fanno torto addirittura.

Quindi dobbiamo pregare, dobbiamo sacrificarci, dobbiamo rimanere come Maria ai piedi della Croce, non abbandonare Nostro Signore Gesù Cristo, anche se appare come dicono le Scritture: «Era come un lebbroso sulla croce».( Cfr Is 53, 3 e ss.). La Vergine Maria, ha avuto fede e ha visto dietro queste piaghe, dietro questo cuore trafitto, ha visto Dio, il suo divin Figlio.

Anche noi, per le ferite della Chiesa, per le difficoltà che soffriamo, per le persecuzioni che subiamo anche da parte di coloro che hanno autorità nella Chiesa, non abbandoniamo la Chiesa.

Amiamo nostra Madre la Santa Chiesa, serviamola sempre, nonostante le autorità se necessario, se queste ci perseguitano. Sì, nonostante queste autorità che ci perseguitano ingiustamente, continuiamo la nostra strada, continuiamo il nostro cammino. Vogliamo mantenere la Santa Chiesa Cattolica Romana. Vogliamo farla continuare e lo faremo per il sacerdozio, per il sacerdozio di Nostro Signore Gesù Cristo, per il vero sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo, per i veri sacramenti di Nostro Signore Gesù Cristo, per il suo vero catechismo.

Ecco perché, miei cari amici, vedete oggi: come io stesso sono stato ordinato, e come qui sono stati ordinati i confratelli che hanno una certa età, tutti ordinati nella tradizionale Santa Messa di sempre, hanno ricevuto il potere di celebrare la Santa Messa e Santo Sacrificio in questo rito romano di sempre. Ricordate questo: sono stato ordinato in questo rito e non voglio lasciarlo; Non voglio rinunciarci, questa è la Messa in cui sono stato ordinato e in cui devo continuare a vivere. Ed è davvero la Messa della Chiesa Cattolica Romana.

Siate fedeli al vostro Santo Sacrificio della Messa che vi dà tante consolazioni, tanta gioia, tanto sostegno nelle vostre difficoltà, nelle vostre prove. Nelle persecuzioni che rischierete di subire, troverete la forza di sopportare con Nostro Signore Gesù Cristo tutti questi soprusi; la troverete nel Santo Sacrificio della Messa.

E donando veramente Nostro Signore Gesù Cristo nel suo Sangue, nel suo Corpo, nella sua Anima, nella sua Divinità, ai fedeli, darete anche ai fedeli il coraggio di continuare a seguire la Chiesa nella sua tradizione e di conformarsi a tutti gli esempi dei santi che li hanno preceduti, che ci hanno preceduti. Tutti coloro che sono stati canonizzati, beatificati, mostrati come esempi di santità nella Santa Chiesa, tutti continueranno ad essere nostri modelli.