Forte pressione da parte dei dipendenti LGBT nella Chiesa di Germania

25 Gennaio 2022
Fonte: fsspx.news

Del personale impiegato dalla Chiesa ha rivelato, di concerto, la sua omosessualità su un sito web e in un documentario televisivo. Un totale di 125 persone hanno fatto contemporaneamente coming out nella Chiesa cattolica tedesca il 24 gennaio 2022.

Le persone che hanno fatto coming out lavorano a tempo pieno o fanno volontariato per la Chiesa. L'iniziativa si chiama "#OutInChurch – per una Chiesa senza paura".

Nessun licenziamento per l'orientamento sessuale
Questi cento cattolici sono lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Denunciano "la discriminazione e l'esclusione" che subiscono. Chiedono il "libero accesso" alle professioni pastorali.

Sotto lo slogan #OutInChurch, questi attivisti hanno pubblicato un manifesto chiedendo "un cambiamento nel codice del lavoro discriminatorio della Chiesa cattolica", così come la rimozione delle "formulazioni degradanti ed escludenti" nei posti di lavoro.

Vogliono anche la fine di un "sistema di occultamento, doppia moralità e disonestà" riguardo alla questione LGBT nella Chiesa.

I membri dell'iniziativa affermano che "né l'orientamento sessuale né l'identità di genere" né "l'impegno in una relazione o matrimonio non eterosessuale" dovrebbero essere "un ostacolo all'occupazione o un motivo di licenziamento", in un manifesto pubblicato sul loro sito.

Rispetto delle regole di lavoro
I dipendenti della Chiesa sono soggetti ai regolamenti fondamentali di lavoro dell'istituto. Devono rispettare gli obblighi di lealtà, che comprendono l'orientamento del loro modo di vivere sulla dottrina della Chiesa in materia di fede e di morale.

Contrarre un matrimonio tra persone dello stesso sesso può essere considerato una violazione di tale obbligo e comportare la risoluzione del contratto di lavoro.

Per questo l'iniziativa chiede ancora "l'accesso non discriminatorio a tutti i campi di azione e professionali della Chiesa."

Il manifesto citato spiega su questo tema: "La maggior parte di noi ha avuto molte esperienze di discriminazione ed esclusione, anche nella Chiesa."

"Il Magistero della Chiesa afferma in particolare che non possiamo 'stabilire relazioni corrette' con gli altri, che manchiamo la nostra umanità a causa delle nostre 'inclinazione oggettivamente disordinate' e che le relazioni omosessuali non possono essere riconosciute 'come ordinate ai fini rivelati da Dio'."

"Tali affermazioni non sono più accettabili o discutibili secondo le attuali conoscenze in teologia, scienze naturali e scienze umane. Di conseguenza, l'amore, l'orientamento, il genere e la sessualità non eterosessuali vengono diffamati e le nostre personalità svalutate."

"Tale discriminazione è un tradimento del Vangelo e va contro la missione evangelica della Chiesa, che deve essere 'segno e mezzo dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano'."

Una rivelazione del genere compiuta con tale pubblicità non ha altro scopo che rivendicare, attraverso la pressione dei media, ciò che la Chiesa ha dichiarato impossibile, in particolare con la risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede data il 15 marzo 2021. Si tratta della seconda reazione di questo tipo, dopo la benedizione generale delle coppie omosessuali in Germania il 1° maggio.

Gli attori di queste pressioni-provocazioni hanno imparato la lezione di Che Guevara: "La rivoluzione è come una bicicletta: quando non va avanti, cade."