Germania: i casi di abusi sessuali giustificano la rivoluzione del Cammino sinodale?

20 Luglio 2021
Fonte: FSSPX Spirituality
Cardinale Julian Herranz Casado

Mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (DBK), è stato ricevuto da Papa Francesco il 24 giugno 2021. Al termine di questa udienza, si è rallegrato per la "conoscenza equilibrata" che il Pontefice ha sulla situazione della Chiesa in Germania.

Questo incontro era programmato da tempo, è stata l'occasione per affrontare i temi che ultimamente hanno occupato molto l'attualità religiosa: la questione sinodale in Germania e la crisi degli abusi.

Secondo mons. Bätzing, papa Francesco lo ha incoraggiato a "continuare il cammino sinodale, a discutere apertamente e onestamente delle questioni che sorgono e a formulare raccomandazioni in vista di modificare l'azione della Chiesa".

Si dice anche che abbia espresso l'auspicio che la Chiesa in Germania aiuti "a tracciare il cammino della sinodalità" in vista del Sinodo dei Vescovi del 2023, la cui fase preparatoria diocesana inizierà il prossimo settembre.

Mons. Bätzing si è detto "incentivato" nella sua missione, ma non ha citato il caso del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Freising, che aveva consegnato al Papa le sue dimissioni il 21 maggio 2021, per dimostrare la responsabilità di la Chiesa nel fallimento della lotta agli abusi, e per spingerla a una riforma strutturale, in particolare con il Cammino sinodale tedesco. Il Papa aveva rifiutato le sue dimissioni il 10 giugno e lo aveva incoraggiato a continuare la sua azione contro gli abusi.

Il 16 giugno, sulle colonne di Settimo Cielo, Sandro Magister ha passato in rassegna le dimissioni del cardinale Marx, rifiutate da Francesco.

Nella sua lettera del 21 maggio, nota il vaticanista, il cardinale Marx "Marx enfatizza a dismisura il peso degli abusi sessuali sulle sorti della Chiesa. Afferma che si è giunti a “un fallimento istituzionale e sistemico”, di cui tutti sono “corresponsabili”."

"Ma “il punto di svolta per uscire da questa crisi” c’è – scrive – “ed è unicamente il ‘Cammino sinodale’”. E a questo fine offre le sue dimissioni da arcivescovo di Monaco e Frisinga, come “segnale personale per una nuova ripartenza della Chiesa e non soltanto in Germania”."

Rivela Sandro Magister che "di questa lettera nessuno inizialmente sa nulla, ma il 4 giugno Marx la rende pubblica, dichiarando d’esserne stato autorizzato quel giorno stesso dal papa."

"L’indomani, 5 giugno, il presidente della conferenza episcopale tedesca Georg Bätzing, vescovo di Limburgo, intervistato dal canale televisivo Ardmediathek, appoggia in pieno la tesi espressa da Marx: “Si è percepito nella Chiesa un tale fallimento sistemico che ci possono essere solo risposte sistemiche, e queste risposte devono essere fondamentali. È questo il messaggio che il cardinale Marx dice con chiarezza e che ci rafforza nel portare avanti il ‘Cammino sinodale’”."

Prosegue il vaticanista romano: "Poi però, l’8 giugno, sulla prima pagina de “L’Osservatore Romano” compare qualcosa di inusitato: una lettera al direttore del giornale vaticano firmata da un anziano e stimato cardinale, Julian Herranz, grande canonista e in questa veste coautore delle riforme giuridiche degli ultimi due pontificati in materia di abusi sessuali."

"Herranz non fa il minimo cenno esplicito alla lettera del cardinale Marx, ma ne contesta la tesi portante, quella del carattere “sistemico” della crisi. La responsabilità dei misfatti non è di tutti, non è dell’intera Chiesa, ma è personale, di chi li commette."

"La Chiesa può essere infangata dai peccati dei suoi membri e screditata dai “poteri forti” di questo mondo, ma resta pur sempre santa e salvatrice, e per questo va ancor più difesa. [...]"

"Il 10 giugno arriva infine la risposta del papa a Marx, resa pubblica il giorno stesso. Francesco respinge l’offerta di dimissioni, si dilunga anche lui molto sulla “catastrofe” degli abusi sessuali, e anche lui riconosce che “ci viene chiesta una riforma”."

"Ma non fa il minimo cenno al “Cammino sinodale” tedesco. La riforma vera, scrive, “comincia da se stessi”. “Non ci salveranno le inchieste né il potere delle istituzioni; non ci salverà né il potere del denaro né l’opinione dei media”."

Perché questo silenzio papale sul Cammino sinodale che prevede una vera rivoluzione nella Chiesa? Perché, commenta Sandro Magister, " Francesco pensa di annegare il sinodo tedesco nel “mare magnum” del sinodo mondiale sulla sinodalità da lui indetto per il 2023, la cui fitta agenda planetaria è già sul piede di partenza."

Annegare la tempesta del Cammino sinodale tedesco nell'oceano del Sinodo mondiale sulla sinodalità è una scommessa rischiosa. Sandro Magister non nasconde il suo scetticismo:

"Ma che questa operazione di contenimento riesca, è tutto da vedere. Perché nel frattempo la plateale ribellione, in primo luogo germanofona, al “Responsum” della congregazione per la dottrina della fede che proibisce le benedizioni delle coppie omosessuali – una delle bandiere del sinodo di Germania – mostra che il convoglio, ormai partito, non si ferma più. In questo caso specifico anche per la doppiezza enigmatica di papa Francesco, che un giorno mostra di approvare il “Responsum” e un giorno no."