A Hong Kong, Pechino intensifica le pressioni sulla Chiesa

10 Gennaio 2022
Fonte: fsspx.news
Cattedrale di Hong Kong, racchiusa dagli edifici vicini, come lo sono i cattolici secondo la politica della sinizzazione

La sinizzazione e il pensiero religioso di Xi Jinping sono stati all'ordine del giorno in un incontro organizzato ai massimi livelli tra i rappresentanti cattolici della Repubblica popolare cinese e quelli di Hong Kong, il cui margine di manovra sembra ridursi drasticamente nel corso dei mesi.

L'incontro si è tenuto con la massima discrezione il 31 ottobre 2021. Finora nulla era trapelato, perché nella terra di Confucio il silenzio resta una virtù preziosissima.

Solo a poche ore prima del passaggio al 2022, ci sono stati diversi sacerdoti di Hong Kong che hanno deciso di ricoprire il ruolo di annunciatori, rivelando l'arrivo, nell'ex colonia britannica, dei vescovi dalla Cina continentale con l'obiettivo di "tenere informato" il clero locale della "visione della religione sostenuta dal presidente Xi Jinping". Tutto un programma...

I sacerdoti che hanno partecipato a questo incontro senza precedenti, lo descrivono come "l'azione finora più azzardata di Pechino, per cercare di esercitare la sua influenza sulla diocesi di Hong Kong", che però dovrebbe dipendere soprattutto dalla Santa Sede.

Sebbene in passato i leader cattolici di Hong Kong si siano incontrati individualmente con i loro omologhi continentali, questa è la prima volta che le due parti si incontrano a un tale livello, su iniziativa della Repubblica popolare cinese.

Un incontro di un giorno che è stato seguito da vicino in diretta, tramite Zoom, dai membri dell'Ufficio di collegamento del governo centrale di Pechino a Hong Kong, l'entità che incarna la crescente autorità del Partito Comunista Cinese (PCC) nella città portuale.

Alla richiesta di Reuters, la portavoce della diocesi di Hong Kong, Susanne Ho, ha affermato che la diocesi "di solito non rivela i dettagli dei suoi incontri privati", mentre l'Ufficio di collegamento non si è nemmeno degnato di fare commenti di sorta.

Senza mai citare il nome di Xi Jinping, né impartire istruzioni da Zhongnanhai - la nuova Città Proibita - i relatori cinesi hanno sviluppato l'idea secondo cui la politica di "sinizzazione" in atto nel continente fosse una forma di inculturazione in linea con quella la Chiesa cattolica e la Santa Sede portano avanti in questo campo. Xi Jinping e Matteo Ricci, combattono praticamente la stessa battaglia...

Uno dei sacerdoti presenti ha espresso la sua opinione: "Sembrava che questo fosse solo un primo passo, che non volevano essere troppo invadenti, ma sappiamo tutti cosa c'è dietro il termine 'sinizzazione', tanto che non c'era bisogno di fornire maggiori dettagli."

"L'ombra di Xi Jinping aleggiava sull'incontro"
Lo ha dichiarato un secondo sacerdote contattato da Reuters. E per una buona ragione: allo stesso tempo, il presidente cinese ha affermato da Pechino che "il PCC avrebbe dovuto d'ora in poi dedicare gran parte della sua azione alla sinizzazione delle religioni, per unire il maggior numero di credenti attorno al Partito e al governo."

L'incontro è stato presieduto dal cardinale John Tong, che al 31 ottobre scorso era ancora amministratore apostolico della diocesi.

Erano presenti anche il vescovo eletto di Hong Kong - ma a quella data non ancora consacrato - monsignor Stephen Chow, e padre Peter Choy, vicino al regime di Xi Jinping.

È interessante notare che, come riportato da testimoni, il nuovo vescovo di Hong Kong ha partecipato solo brevemente all'incontro, non assistendo né all'apertura né alla chiusura. Un servizio minimo per garantire probabilmente un certo margine di manovra in un futuro tutt'altro che roseo.

Uno dei testimoni dell'incontro conclude lucidamente: "La pressione è alta; dovremo essere più intelligenti che mai per resistere". A Hong Kong, le nuvole si stanno addensando in un cielo sempre più rosso.