I primi frutti avvelenati del cammino sinodale tedesco

12 Dicembre 2019
Fonte: fsspx.news

Il primo incontro del cammino sinodale si è tenuto a Francoforte la prima domenica di Avvento. Si è occupato principalmente di questioni organizzative e procedurali. Parallelamente a questi inizi, la Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale tedesca (DBK) si è riunita mercoledì 4 dicembre a Berlino.

 

Il sito Web DBK spiega che si tratta di una consultazione specifica sul tema della sessualità umana, considerata dal punto di vista scientifico, teologico e giuridico. Questo incontro è un contributo al percorso sinodale tedesco.

 

Rivelazione divina sostituita dalla scienza

Il presidente di questa commissione, mons. Heiner Koch, arcivescovo di Berlino, ha chiarito che il percorso sinodale deve essere intrapreso senza pregiudizi e senza posizioni già fissate, ma in nessun caso senza aver preso conoscenza dello stato delle scienze. Ecco perché l'incontro, che si è tenuto a Berlino, è stato organizzato in collaborazione con l'Istituto di etica e politica cristiana nella stessa città, con la partecipazione di sessuologi, teologi e specialisti in diritto canonico.

 

È emerso un consenso sul fatto che «l'orientamento sessuale umano è espresso durante la pubertà e implica un orientamento eterosessuale o omosessuale [sic]. Entrambi appartengono alle normali forme di predisposizione sessuale, che non possono o non devono essere modificate da una specifica socializzazione». Queste parole sono un'approvazione esplicita della teoria del genere. Poiché la tendenza è normale e quindi naturale, sarebbe criminale opporvisi con l'istruzione.

 

La dichiarazione della Commissione continua: «La questione se il divieto di omosessualità da parte delle autorità di insegnamento [della Chiesa] sia ancora appropriata oggi è stata oggetto di controversie», allo stesso modo la questione della liceità dell'uso di contraccettivi artificiali dentro o fuori dal matrimonio.

 

Infine, due vescovi hanno ricordato l'importanza di uno scontro tra scienze umane e teologia. Hanno accolto con favore i notevoli sviluppi nell'esortazione Amoris laetitia, da cui deducono che «i rapporti sessuali dopo il divorzio e il nuovo matrimonio non dovrebbero più essere considerati un peccato grave e che nessuno dovrebbe essere escluso dal ricevere l'Eucaristia».

 

La negazione del Magistero

I "pregiudizi" o le "posizioni già fissate" che l'arcivescovo di Berlino si permette scartare non sono altro che l'insegnamento della Chiesa. Il risultato di questa commissione, che verrà aggiunto al dossier dei forum preparatori del cammino sinodale, è in opposizione diretta col Magistero costante della Chiesa, con la Sacra Scrittura e con tutta la Tradizione. Nonostante le sue carenze, il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato sotto Giovanni Paolo II, ripete correttamente questo insegnamento irreformabile. Basta citare il numero 2357:

 

«Appoggiandosi alla Sacra Scrittura, che li presenta come gravi depravazioni (cfr Gn 19, 1-29; Rom 1, 24-27; 1 Cor 6, 10; 1 Tim 1, 10), la Tradizione ha sempre dichiarato che "gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati" (Congregazione per la Dottrina della Fede, dichiarazione Persona humana, 29 dicembre 1975, n. 8). Sono contrari alla legge naturale. (...) Non possono essere approvati in ogni caso».

 

Un atto contrario alla legge naturale e intrinsecamente disordinato non può mai e in nessuna circostanza diventare lecito. Non può essere considerata «una normale predisposizione» che «non può o non deve essere modificata da una specifica socializzazione».

 

La teologia caratterizza questo peccato come mortale ex toto genere suo, vale a dire, secondo tutta l'estensione della sua specie. In altre parole, un atto di questo tipo è sempre mortale, a meno che non manchi una condizione essenziale per il peccato mortale: piena conoscenza o pieno consenso. Ad esempio, se l'atto è stato commesso in uno stato di semi-coscienza. Ma i vescovi tedeschi lo hanno completamente estraniato dalla connotazione morale e dalla malizia, e lo hanno reso buono in sé - perché ciò che è naturale è buono.

 

Quando i pastori diventano pecore Panurge

Le affermazioni di questa commissione per il cammino sinodale sono propriamente eretiche, perché si oppongono al costante magistero della Chiesa e alla Sacra Scrittura in un insegnamento che è certamente infallibile. Portano alla logica conclusione che la Chiesa deve accettare che il sacramento del matrimonio possa essere dato ai sodomiti.

 

Distruggono l'intera teologia morale, perché, come dice San Giacomo, «chiunque abbia osservato tutta la legge, se fallisce in un punto, è colpevole di tutto» (cap. 2, 10). Qualificare come ammissibile ciò che è proibito dalla legge di Dio è rifiutare l'intera legge morale.

 

Sono una negazione della ragione e della filosofia più elementare, in nome delle scienze umane sovvertite dalle ideologie perverse che sono all'origine della teoria del genere. Sono la prova di un 'incredibile  debolezza di intelligenza da parte dei pastori - a meno che non sia una questione di complicità - che si ritengono obbligati a seguire qualsiasi modalità intellettuale come le pecore di Panurge.

 

Sono un abominio davanti a Dio e davanti alla Chiesa, derisa dai pastori  benché incaricati di pascolare il gregge loro affidato, conducendolo verso buoni pascoli e non presentandogli cibi avvelenati.

 

Invece di questo tradimeno, avrebbero dovuto ricordare quale dovrebbe essere l'atteggiamento nei confronti di coloro che sono schiavi della loro carne e delle passioni di ignominia di cui parla San Paolo (Rm 1, 26).

 

Quanto a coloro che possono presentare tendenze omosessuali radicate, devono affrontare questa prova cercando di seguire la volontà di Dio che non vuole la morte del peccatore ma che viva (cfr. Esd 33:11).

 

Ecco perché la vera carità consiste nell'aiutarli a vivere il cristianesimo, unendosi al sacrificio della croce di Cristo, ricorrendo spesso alla preghiera e ai sacramenti della Chiesa portatori di grazia, praticando la castità e circondandosi di veri amici, capaci di incoraggiarli sul cammino della perfezione cristiana.

 

Invece, il percorso sinodale si è già trasformato in una corsa verso il basso. In tal modo, manca alla vera carità negando ai peccatori i mezzi per sfuggire al loro peccato e salvare le loro anime.