I vescovi del Costa Rica vietano la messa tradizionale

24 Luglio 2021
Fonte: FSSPX Spirituality
I vescovi della Conferenza Episcopale del Costa Rica

Con un messaggio pubblicato sulla loro pagina Facebook - Comunicación Conferencia Episcopal de Costa Rica - i vescovi costaricani hanno vietato completamente la messa tradizionale in tutto il Paese.

I vescovi spiegano che la celebrazione della messa tridentina in Costa Rica è "un tema che da tempo attira l'attenzione della Conferenza episcopale del Costa Rica". Si è svolta una riflessione diocesana, poi collegiale, che ha portato a una decisione radicale.

Le ragioni insistono sul fatto che le autorizzazioni date da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono state utilizzate "per aumentare le distanze, indurire le differenze e costruire opposizioni".

Per questo i vescovi sono convinti "che non vi sia alcuna giustificazione oggettiva per l'uso tra noi della liturgia prima della riforma del 1970". Infatti, dicono, non ci sono mai stati gruppi di fedeli aderenti a forme liturgiche precedenti.

Inoltre, coloro che "ritenevano che queste antiche forme liturgiche fossero “particolarmente adatte” a loro (Summorum Pontificum, introd.) (…) non avevano “un livello di formazione liturgica e di accesso alla lingua latina che consentisse loro partecipazione attiva alle celebrazioni liturgiche” che la natura stessa della liturgia richiede".

Aggiungono che "non sempre chi esprime affinità per le antiche forme esprime il proprio apprezzamento per “la validità e la legittimità della riforma liturgica, dei decreti del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Sommi Pontefici” (Traditionis custodes)".

Da queste considerazioni i vescovi traggono la loro decisione: "Considerati i vari elementi stabiliti dal Motu Proprio Traditionis Custodes, precisiamo che nessun sacerdote è autorizzato a continuare a celebrare secondo l'antica liturgia".

Inoltre, "devono essere formati seminaristi e nuovi sacerdoti (…) secondo queste disposizioni". Tale formazione deve essere chiaramente "orientata alla valorizzazione e alla pratica della liturgia riaffermata dal Concilio Vaticano II, che è “l'unica espressione della lex orandi del rito romano”".

Infine, si precisa che "la liturgia, celebrata secondo i libri promulgati dai Santi Paolo VI e Giovanni Paolo II, deve essere preservata da ogni elemento proveniente da forme antiche. Preghiere, abiti o riti che erano specifici della liturgia prima della riforma del 1970 non dovrebbero essere introdotti nelle nostre celebrazioni". Si fa piazza pulita del passato...

I sacerdoti interessati
Il Costa Rica ha almeno una società religiosa, debitamente approvata, i cui sacerdoti - pochi è vero - celebrano secondo il rito tridentino. Ora ne sono privati in un modo completamente illegale.

Perché, con tutto il rispetto per i monsignori del Costa Rica, questa Messa non può essere vietata, protetta com'è dalla bolla Quo primum. Lo ha ricordato una commissione di nove cardinali sotto Giovanni Paolo II, che ha chiarito che un vescovo non può vietare la celebrazione della messa di san Pio V a un sacerdote.

È vero che gli abusi di potere erano numerosi in passato in vari paesi, al momento della promulgazione del Novus ordo. Ma ciò non ha impedito alla Messa tridentina di continuare a santificare le anime.

Sembra proprio di essere tornati ai tempi di Paolo VI, che il Papa ammira e prende a modello. Ma non siamo più in quei tempi, e l'unica cosa che mostrano questi divieti è una rabbia associata a una drammatica mancanza di autorità che, non potendo imporsi sui potenti, attacca i deboli.