Il cardinale Müller reagisce al divieto delle messe private a San Pietro

29 Marzo 2021
Fonte: fsspx.news

La controversia si è accentuata da quando il Segretario di Stato ha imposto il divieto di celebrare messe private in San Pietro a Roma, trasformando ulteriormente la Basilica Vaticana in un museo senz'anima. L'ultimo a reagire è il cardinale Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

 

 

Il 13 marzo 2021, FSSPX.Attualità ha fatto eco alle nuove direttive liturgiche della prima sezione della Segreteria di Stato, vietando qualsiasi celebrazione privata nella Basilica Vaticana e relegando la messa tradizionale sull'altare della piccola cappella Clementina.

Edward Pentin, per il National Catholic Register, ha visitato il sito il 22 marzo per scoprire che gli altari laterali della Basilica di San Pietro sono ora deserti.

In Vaticano, viene addirittura confidato al giornalista che la direttiva - notificata direttamente, e insolitamente, dalla Segreteria di Stato al personale della basilica - è stata "imposta unilateralmente e senza alcuna consultazione".

Il Register apprende anche che i cambiamenti riguardano soprattutto i sacerdoti che lavorano dentro le mura leonine, e che fino ad ora celebravano la loro messa privata ogni mattina su uno dei quarantacinque altari laterali della basilica: "questi sacerdoti sono stati scioccati, in pochissimi partecipano alle messe concelebrate al mattino per esprimere il proprio malcontento", spiega una fonte informata al quotidiano cattolico americano.

Il cardinale Ludwig Müller, incontrato da Edward Pentin, ritiene da parte sua che la direttiva sia un "documento freddo e autoritario, imposto senza consultazione, né 'sinodalità' ": il colmo per un pontificato che pretende di fare della consultazione una modalità di governance...

Agli occhi del Prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, il divieto di messe private nella Basilica Vaticana costituisce "un'ulteriore prova del movimento di secolarizzazione che colpisce la Chiesa".

"Tutto questo è molto superficiale", ha detto l'alto prelato tedesco, che non usa mezzi termini riguardo ai redattori della direttiva: "uomini anonimi che sono rimasti nell'ombra e che non sanno nulla di teologia cattolica".

D'ora in poi, il clero che lavora in Vaticano assomiglierà più a "un gruppo di funzionari con identità sacerdotale ridotta", conclude il cardinale Müller.

I nuovi provvedimenti, imposti dalla Segreteria di Stato, coincidono con la partenza, lo scorso febbraio, del cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica, noto per essersi opposto a qualsiasi cambio di disciplina in questo ambito.

Si vocifera addirittura, oltretevere, che il provvedimento sia stato preso dal Papa in persona, su consiglio di uno del suo entourage, il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero.