Il cardinale Sarah respinge la nomina di laici a incarichi di primo piano in Curia

3 Agosto 2022
Fonte: fsspx.news

Un articolo di Sandro Magister, vaticanista de L'Espresso, riporta un testo del cardinale Sarah, tratto da un libro pubblicato un anno fa in Francia e recentemente in Italia che ha il titolo: "Per l'eternità. Meditazioni sulla figura del sacerdote".

Il cardinale Robert Sarah, 77 anni, di origine guineana, è stato prefetto della Congregazione per il Culto Divino dal 2014 al 2021. Ora è senza funzioni, il che gli lascia tempo libero per scrivere libri. Un dei più noti aveva per scopo di dissuadere papa Francesco dal dare il via libera ai preti sposati, richiesta avanzata dal sinodo speciale sull'Amazzonia nell'ottobre 2019.

Secondo Sandro Magister, diversi indizi avevano suggerito che Francesco non avrebbe apprezzato l'uscita di questo libro. Ma con sorpresa di tutti, quando pochi giorni dopo pubblicò il documento in cui traeva le conclusioni del sinodo sull'Amazzonia, non autorizzò assolutamente preti sposati e ancor meno diaconi donne.

Il cardinale Sarah sottolinea nel suo nuovo libro sul sacerdozio che questo rifiuto è stato espresso "con parole simili" a quelle che si trovano nel libro scritto in collaborazione con Benedetto XVI. Questo nuovo libro contiene una confutazione di tutte le attuali proposte di riforma del "sistema clericale", dal clero sposato alle donne prete al governo del popolo.

Un passaggio critica anche la pratica di papa Francesco di dare ruoli di leadership a persone che non sono sacerdoti nella riforma della Curia. L'obiezione è così formulata: "A volte sentiamo dire che sarebbe necessario separare l'esercizio dell'autorità dal ministero ordinato. Si afferma qua e là che il governo nella Chiesa può essere esercitato tanto dagli uomini quanto dalle donne, dai laici come dai sacerdoti e dai vescovi".

"Tali affermazioni sono terribilmente ambigue e distruttive della struttura gerarchica della Chiesa, come è stata pensata e voluta da Gesù Cristo stesso. Certo, ci sono laici, uomini e donne, che sono più competenti nella strategia di comunicazione, gestione e governo rispetto ai sacerdoti".

"E' necessario affidare loro i ruoli giusti per la loro competenza ed esperienza. Tuttavia, in senso stretto, il governo della Chiesa non è anzitutto una competenza ma una presenza, quella di Cristo servo e pastore. Per questo l'ufficio di governo non può mai essere esercitato nella Chiesa da persone diverse dai ministri ordinati."

Almeno ha il merito di essere chiaro. Questa critica è già stata espressa più volte nei nostri articoli, ma è buono trovare un cardinale che abbia il coraggio di formularla con chiarezza.

Più in generale, il cardinale Sarah vede il tempo presente come una sfida tra la Chiesa e i nuovi poteri del mondo, analoga alla riforma gregoriana dell'inizio del secondo millennio: "Questa riforma mirava a liberare la Chiesa dalle grinfie delle autorità secolari . Il potere politico, interferendo nel governo e negli incarichi ecclesiastici, aveva finito per provocare una vera decadenza del clero".

Si erano moltiplicati i casi di sacerdoti che vivevano in concubinato, impegnati in attività commerciali o in affari politici. La riforma gregoriana fu caratterizzata dal desiderio di riscoprire la Chiesa del tempo degli Atti degli Apostoli. I principi di un tale movimento non erano basati primariamente su riforme istituzionali, ma sul rinnovamento della santità dei sacerdoti.

"Non c'è bisogno oggi di una riforma come questa? In effetti, il potere secolare ha ripreso piede nella Chiesa. Questa volta non è un potere politico, ma culturale. Stiamo assistendo a una nuova lotta tra sacerdozio e impero. Ma l'impero è ormai la cultura relativistica, edonistica e consumistica che filtra dappertutto. Ora è il momento di rifiutarlo, perché è inconciliabile con il Vangelo."