Il conclave spegne le sue 750 candeline

14 Gennaio 2021
Fonte: fsspx.news
Loggia del Palazzo dei Papi di Viterbo

Nel 2021 Viterbo celebra il 750° anniversario del conclave più lungo della storia della Chiesa. Infatti, ci vollero ben trentatré mesi di deliberazione perché i 19 cardinali, inaspettatamente confinati nel 1271, scegliessero papa Gregorio X, ponendo le basi per le regole che disciplinano l'elezione del successore di Pietro.

 

Nella seconda metà del XIII secolo, i lunghi interregni pontifici si moltiplicavano, a causa di un numero troppo esiguo di cardinali, rendendo difficile accordarsi su uno di essi: se la vacanza superò i quattro mesi nel 1265, prima l'elezione del papa francese Clemente IV (1265-1268), giunse a quasi tre anni dopo la sua morte! Fu la vacanza più lunga che ci sia mai stata.

Si doveva impedire il ripresentarsi di una vacanza così lunga. Nel 1268 i cardinali si riunirono a Viterbo dove era appena morto Clemente IV. Questa città era allora la seconda capitale della cristianità: per la sua posizione strategica e le sue numerose torri, proteggeva i papi dalle insidie che i signori del Sacro Impero avrebbero potuto tentare contro di loro, in un conflitto più o meno latente contro la Chiesa.

Vi si era già rifugiato papa Adriano IV per sfuggire a Federico Barbarossa, e Alessandro IV, nel 1257, vi trasferì addirittura il governo pontificio, in nome del principio di precauzione.

Dopo la morte di Clemente IV - nel 1268, va ricordato - i diciotto cardinali che allora formavano il Sacro Collegio non riuscirono a mettersi d'accordo. Nondimeno, un posto troppo lungo vacante venne rapidamente visto come un rischio elevato per gli interessi della cristianità.

Fu allora che arrivò a Viterbo il re di Francia Filippo III, di ritorno dalla crociata che aveva visto la morte del suo illustre padre, re San Luigi. Insieme a suo zio Carlo d'Angiò, re di Sicilia, il nuovo sovrano chiese ai cardinali di affrettare l'elezione del successore di Pietro.

Per realizzare questo desiderio, l'ingegnoso San Bonaventura, anch'egli allora a Viterbo, consigliò agli abitanti della città di chiudere ermeticamente i cardinali entro le mura del palazzo episcopale, in modo che, separati da ogni influenza estranea, sarebbero stati costretti a farla finita il prima possibile.

Ancora oggi vediamo, nell'atrio del palazzo vescovile, i fori scavati per ricevere le traversine di legno, alle quali venivano appesi i drappi formando le celle per i cardinali.

Niente di nuovo sotto il sole di Viterbo: mezzo secolo prima, infatti, i perugini erano ricorsi a un simile stratagemma, per costringere i cardinali a dare senza indugio un successore ad Innocenzo III, era il luglio del 1216 .

Allo stesso modo, i romani, alla morte del beato Gregorio IX il 22 agosto 1241, avevano rinchiuso i porporati nel Septizonium di Settimio Severo, situato alle pendici del Palatino.

Ma a Viterbo, nonostante gli accordi presi nel 1268, l'elezione ancora non arrivava. Impazienti per tanto ritardo, Alberto di Montebono, podestà della città, e Raniero Galli, capo delle milizie, fecero togliere il tetto del palazzo e non lasciarono arrivare ai cardinali che pane e acqua.

Spinti ​​dalla rigida reclusione, a cui si aggiungeva un digiuno austero, i nostri cardinali inviarono due di loro a proporre il sommo pontificato a san Filippo Beniti, generale dei Servi di Maria. Ma il santo rifiutò e fuggì sulle montagne!

I cardinali, affamati e infreddoliti, affidarono a sei di loro il compito di scegliere il futuro pontefice: elessero rapidamente Teobaldo Visconti, arcidiacono di Liegi da Piacenza.

Il prescelto non era nemmeno cardinale, svolgeva le funzioni di legato apostolico in Siria. Appena ebbe accettato prese il nome di Gregorio X, e la sua adesione al sommo pontificato diede al vescovo di Porto, Giovanni di Toledo, l'occasione di comporre un epigramma rimasto celebre:

Papatus munus tulit archidiaconus unus quem patrum fecit discordia fratrum, che possiamo liberamente tradurre come "il dissenso dei cardinali fece nascere un semplice arcidiacono nel ruolo di papa".

Il neoeletto, tenendo presente quanto sia stata laboriosa la sua elezione, intese dare nuove regole, al fine di evitare un posto vacante lesivo degli interessi della Chiesa: il 7 luglio 1274 viene pubblicata la bolla Ubi periculum, che dà una sanzione legale ai mezzi, un po 'strani, che i cittadini di Viterbo avevano preso per affrettare l'elezione del sommo pontefice: la storia dei conclavi era appena iniziata ...