Il documento mitigato dei vescovi americani sull'Eucaristia

19 Novembre 2021
Fonte: fsspx.news

Annunciato come un documento controverso, in particolare per la dichiarata intenzione di manifestare il rifiuto della comunione ai politici favorevoli all'aborto, il testo dei vescovi americani sull'Eucaristia ha finalmente raggiunto il consenso.

Già nel mese di aprile, Mons. Jose Horacio Gomez, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (USCCB) aveva scritto a papa Francesco per informarlo del progetto dei vescovi di stabilire una linea comune per rifiutare, se necessario, la comunione sacramentale ai politici che incoraggiano l'aborto o l'eutanasia.

Il cardinale Luis Ladaria Ferrer gli ha poi inviato una lettera a maggio, invitando alla moderazione, una lettera che può lasciare perplessi su più di un punto, ma che soprattutto mostrava il timore di Roma per il rischio di divisione all'interno dell'episcopato americano. Ciò è concepibile, ma solleva ancora degli interrogativi: si tratta in definitiva solo dell'applicazione sancita dal diritto canonico.

A seguito di questa lettera romana, c'è stata una petizione di una sessantina di vescovi che chiedeva di rinviare sine die ogni discussione sull'argomento. Ciò non sembrava smuovere Mons. Gomez che aveva mantenuto la discussione prevista. La stesura di un testo è stata poi votata a giugno, ma il contenuto ha continuato ad alimentare le discussioni tra i vescovi.

Alla fine il testo è stato presentato e votato alla riunione annuale d'autunno della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, tenutasi a Baltimora. È stato ampiamente acclamato con 222 voti a favore, 8 contrari e 3 astenuti. Per la sua adozione era necessaria la maggioranza dei due terzi.

Frutto di diversi mesi di dibattito e revisioni, il testo evita ogni riferimento esplicito alla questione se vescovi e sacerdoti debbano rifiutare la comunione a personaggi pubblici che non sono d'accordo con l'insegnamento cattolico sull'aborto e su altre questioni morali.

Così, come aveva previsto il cardinale Roger Mahony, vescovo emerito di Los Angeles e prelato “progressista”, il testo è stato disinnescato ed è diventato “piatto”, secondo la sua espressione. Ha aggiunto che presto sarebbe stato dimenticato.

Con il documento, i vescovi hanno approvato un piano strategico per una campagna triennale di rinascita eucaristica, che comprenderà lo sviluppo di nuovi materiali educativi, la formazione dei responsabili diocesani e parrocchiali, il lancio di un sito web dedicato al rinnovamento e la diffusione di un squadra speciale di 50 sacerdoti per predicare sull'Eucaristia.

La campagna culminerà con un Congresso Eucaristico Nazionale nel luglio 2024 a Indianapolis. Questo congresso sarà il primo del suo genere negli Stati Uniti dopo quasi 50 anni.

Niente comunione in caso di peccato mortale
Sebbene il documento non fornisca alcun criterio per negare il sacramento a una persona che non è in comunione con l'insegnamento della Chiesa, il testo fornisce alcune indicazioni.

“Come la Chiesa ha sempre insegnato, chi riceve la santa Comunione in stato di peccato mortale non solo non riceve la grazia del sacramento, ma commette il peccato di sacrilegio non mostrando riverenza per il corpo e il sangue di Cristo”, viene detto.

Il documento riafferma il testo del Documento dei Vescovi del 2006 per i cattolici nella vita pubblica, poi aggiunge: "Se un cattolico, nella sua vita personale o professionale, rifiutasse consapevolmente e ostinatamente le dottrine definite della Chiesa, o ripudiasse consapevolmente e ostinatamente il suo insegnamento definitivo sulle questioni morali, in entrambi i casi, diminuirebbe gravemente la sua comunione con la Chiesa."

“La ricezione della Santa Comunione in tale situazione”, conclude, “non sarebbe conforme alla natura della celebrazione eucaristica, e ci si dovrebbe astenere”.