Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II scatena una polemica

2 Febbraio 2021
Fonte: fsspx.news

Il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze sul Matrimonio e sulla Famiglia ha scatenato accese discussioni nella comunità cattolica italiana dopo uno strano messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook riguardante Joe Biden e il suo sostegno all'aborto.

 

 

L'Istituto è stato teatro di forti agitazioni a seguito della pubblicazione dei suoi nuovi statuti nel luglio 2019. Ricordiamo brevemente questo episodio. Tra i punti principali che avevano provocato indignazione c'era la soppressione dell'insegnamento della teologia morale di base. Ma anche la rinomina di tutti i professori e lo stravolgimento delle cariche accademiche, che si sono tradotte in ulteriori soppressioni.

Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo emerito di Milano ed ex rettore della Pontificia Università Lateranense, ha parlato di "siluramento" attraverso una "epurazione" accademica.

Sembra che l'Istituto, percepito da Francesco come un ostacolo alla diffusione della sua nuova concezione del matrimonio espressa in Amoris lætitia, abbia dovuto essere rinquadrato e ripreso in mano. Anche l'insegnamento conservatore conciliare è stato così spazzato via dalla marcia forzata imposta dal Papa verso la trasformazione "irreversibile" della Chiesa che ha in vista: una Chiesa aperta, che si adatta al mondo e ai suoi continui mutamenti.

Siamo di fronte ai risultati di questa politica? In ogni caso, la pagina Facebook dell'Istituto Giovanni Paolo II ha ripreso un articolo pubblicato il 20 gennaio nell'edizione italiana dell'Huffington Post: "Joe Biden, un cattolico alla Casa Bianca tra i veleni della Chiesa americana".

Uno degli accademici intervistati, Stefano Ceccanti, professore di diritto pubblico alla Sapienza e membro del Partito Democratico, ha dichiarato: "Biden ha un problema con metà della Chiesa cattolica americana, quella che si è formata dalle nomine episcopali dei due pontificati precedenti, sulla retorica dei principi non negoziabili e che, peraltro, si oppone sia a Biden che a papa Francesco, e questo non è un caso".

L'articolo aggiungeva che l'elezione di Biden può essere vista come "complementare all'elezione di Papa Francesco". "Non c'è dubbio che ci sia armonia tra Francesco e Biden, e che la vittoria di Biden può essere vista in generale come una vittoria per Francesco".

 

Il Pontificio Istituto sprofonda davanti alle reazioni

Le critiche non si sono fatte attendere. Hanno messo in questioni le lodi a Biden, che è un forte sostenitore dell'aborto legale, cosa contraria alla dottrina cattolica.

La risposta lascia senza parole: il Pontificio Istituto Teologico afferma che "difendere il diritto all'aborto non significa difendere l'aborto". E per chiarire il punto, ha aggiunto che "se vogliamo concedere licenze cattoliche in base alle posizioni politiche, pochissimi politici potrebbero definirsi cattolici". Questo è il problema ...

L'Istituto alla fine ha rimosso il post e la discussione. Ma questo non ha calmato l'agitazione.

Resta il fatto che con tali principi tutto - o quasi - è permesso, attraverso l'ordinamento giuridico. Ma ciò che non è morale non può in alcun modo ricevere un'approvazione legale. Come afferma San Tommaso d'Aquino, una legge immorale non è una legge. In ogni caso non può costringere la coscienza. Al contrario, è impossibile obbedirgli senza colpa.

Infine, chi si indegna per questo "post" dell'Istituto, dovrebbe ricordare che l'esempio viene dall'alto, ed è molto recente. Quando Papa Francesco promuove le unioni civili di omosessuali rifiutandosi di chiamarle "matrimoni", non fa altro che difendere un diritto all'omosessualità, mentre afferma di condannare il peccato di sodomia. È lo stesso fondamento.