Il segreto della confessione è inviolabile

7 Dicembre 2021
Fonte: fsspx.news

Per capire meglio in cosa consista il “segreto della confessione”, l'agenzia cattolica italiana Acistampa ha intervistato il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore di Santa Romana Chiesa, il 15 ottobre 2021.

Sottolineando che ci sono stati "molti gli attacchi al sigillo del segreto del Sacramento della Confessione" e che la "causa apparente è la pubblicazione di molti report sul numero di abusi sessuali che sarebbero stati compiuti dal clero di una regione", l'agenzia italiana oppone che "non è certo violando un Sacramento che si combatte questa piaga che, del resto, è tragicamente diffusa in ogni settore della società ed è alimentata dalla estrema sessualizzazione".

La confessione è "sigillata" perché fatta a Dio solo
Il cardinale Piacenza ricorda che "tutto quanto detto in confessione, cioè dal momento in cui ha inizio questo atto di culto con il segno della croce e il momento in cui termina o con la assoluzione, o con la assoluzione negata, è sotto sigillo assolutamente inviolabile". Infatti, spiega il cardinale, "tutte le informazioni riferite in confessione sono “sigillate” perché date a Dio solo, per cui non sono nella disponibilità del sacerdote confessore".

Ciò non impedisce affatto al confessore, aggiunge mons. Piacenza, di sollecitare il bambino, che in confessione si riveli vittima di abusi, a denunciarlo ai genitori, agli educatori o alle forze dell'ordine.

Così "il penitente non parla al confessore uomo, ma a Dio. Onde impossessarsi di quello che è di Dio risulterebbe sacrilegio. E per concludere che “lo stesso sacramento, istituito da Cristo per essere rifugio di salvezza per tutti i peccatori, è sotto questa protezione”".

Senza alcuna analogia con il segreto professionale
Il cardinale Piacenza ha anche spiegato che l'analogia tra il segreto della confessione e il segreto professionale di medici, farmacisti, avvocati, ecc. "va assolutamente evitata".

Infatti, ha chiarito, non c'è segreto che non possa cedere alle contrarie prescrizioni stabilite dalla legge o dal giudice, dai codici deontologici o dall'interessato che ne autorizza la divulgazione – ad eccezione del segreto confessionale.

Perché, prosegue il presule, "non è un obbligo imposto dall’esterno, ma una esigenza intrinseca del sacramento, e come tale [questo segreto intrinsecamente richiesto dal sacramento] non può essere sciolto neppure dallo stesso penitente".

E conclude che è "essenziale insistere sulla incomparabilità del sigillo confessionale rispetto al segreto professionale, per evitare che le legislazioni secolari applichino al segreto confessionale inviolabile, le deroghe al segreto professionale per giusta causa".

"Un preoccupante 'pregiudizio negativo' sulla Chiesa cattolica"
In una Nota della Penitenzieria Apostolica sull'importanza del foro interno e l'inviolabilità del sigillo sacramentale, del luglio 2019, già il cardinale Piacenza scriveva che:

"Sembra affermarsi un certo preoccupante “pregiudizio negativo” nei confronti della Chiesa Cattolica, la cui esistenza è culturalmente presentata e socialmente ri-compresa, da un lato, alla luce delle tensioni che possono verificarsi all’interno della stessa gerarchia e, dall’altro, partendo dai recenti scandali di abusi, orribilmente perpetrati da taluni membri del clero."

"Questo pregiudizio, dimentico della vera natura della Chiesa, della sua autentica storia e della reale, benefica incidenza che essa ha sempre avuto ed ha nella vita degli uomini, si traduce talvolta nell’ingiustificabile “pretesa” che la Chiesa stessa, in talune materie, giunga a conformare il proprio ordinamento giuridico agli ordinamenti civili degli Stati nei quali si trova a vivere, quale unica possibile “garanzia di correttezza e rettitudine”."

Scopo della presente Nota era di definire concetti ormai divenuti estranei all'opinione pubblica e agli organi di diritto civile:

"Di fronte a tutto questo, la Penitenzieria Apostolica ha ritenuto opportuno intervenire, con la presente Nota, per ribadire l’importanza e favorire una migliore comprensione di quei concetti, propri della comunicazione ecclesiale e sociale, che oggi sembrano diventati più estranei all’opinione pubblica e talvolta agli stessi ordinamenti giuridici civili: il sigillo sacramentale, la riservatezza connaturata al foro interno extra-sacramentale, il segreto professionale, i criteri e i limiti propri di ogni altra comunicazione."