Il Sinodo in ascolto dello Spirito Santo e delle "periferie esistenziali"

5 Novembre 2021
Fonte: fsspx.news
Al centro il cardinale Mario Grech, mons. Luis Marin e suor Nathalie Becquart

"Il sinodo avrà successo o fallirà se avremo fiducia o meno nello Spirito Santo", ha avvertito il cardinale Mario Grech, segretario generale del sinodo dei vescovi sulla sinodalità. Ne parlava il 7 settembre 2021, in Vaticano, durante un convegno di presentazione del documento preparatorio e del vademecum della fase diocesana del sinodo.

È "la partecipazione di tutti" che conta ed è richiesta, ha affermato padre Dario Vitali, consultore del Sinodo dei Vescovi. Si tratta di ciò che la Chiesa chiama anche sensus fidei, cioè l'espressione del "genio" del popolo di Dio quando viene consultato e, ha aggiunto, "soprattutto il genio femminile".

Le donne, ha affermato suor Nathalie Becquart, sottosegretario francese del Sinodo dei vescovi, devono essere "protagoniste" come membri del Popolo di Dio.

"All'ascolto di tutti"
All'inizio di settembre, il cardinale Grech ha risposto alle domande del settimanale La Vie, l'intervista è stata pubblicata il 12 settembre.

Sull'apertura di un dialogo con le "periferie", il porporato spiega: "Questo sinodo inizierà contando sulla consultazione del Popolo di Dio, è il primo passo, attraverso delle domande proposte alle Chiese locali. È la prima volta che chiediamo a tutti i vescovi di organizzare questa consultazione in modo così ampio."

I vescovi sono invitati, prosegue il porporato, "ad ascoltare tutti, e in particolare coloro che si trovano nelle periferie esistenziali". Questo primo passo è di fondamentale importanza, insiste. "Se non ascoltiamo tutto il Popolo di Dio fin dal primo giorno del cammino sinodale, che si apre il 17 ottobre, tutto il resto del lavoro andrà in pezzi."

"Fare il viaggio insieme"
Come capirsi allora? "Non abbiamo bisogno di essere d'accordo sulle parole, abbiamo solo bisogno di incontrarci (sic)", risponde il cardinale Grech. "Il cammino sinodale deve essere un'esperienza vissuta, più che un concetto o un'idea. È fare il viaggio insieme (sic)."

Il cammino sinodale sarà un "dialogo per condividere ciò che sentiamo in noi dello Spirito Santo, ciò che sentiamo che lo Spirito Santo dice in noi".

Così, spiega il segretario generale del Sinodo, "attraverso questo discernimento comune si scopre un nuovo senso di fede, al di là delle prospettive delle persone coinvolte". E in pratica, "sinodalità significa che camminiamo insieme, condividendo i pesi, i dubbi e le paure l'uno dell'altro".

"Lo Spirito Santo soffierà durante il nostro sinodo"
In conclusione dell'intervista, il cardinale tiene a sottolineare che "l'obiettivo del processo sinodale che stiamo iniziando non è rispondere a questioni dottrinali ma cercare di rafforzare la comunione e l'unità, esplorare il modo in cui possiamo aprire spazi per la partecipazione di tutti, per annunciare finalmente insieme il Vangelo, che è la nostra comune missione."

Quindi, per essere missionario, il cardinale precisa che "il nostro sguardo deve puntare su uno stile, un modo di essere Chiesa insieme. Una volta che sarà stato trovato attraverso il consenso ecclesiale, allora la comunità avrà delle risposte da fornire."

E questo difficile processo sinodale, certo, è possibile solo nello Spirito Santo, assicura il cardinale. "Se non crediamo che lo Spirito Santo soffierà durante il nostro sinodo, allora sarà un fallimento."

- Ci si può legittimamente chiedere come soffierà lo Spirito Santo su ignoranti, atei, membri di altre fedi, su tutte le "periferie", fonti della prima consultazione sinodale. Ci sarà di che spaventarsi. ​Una nuova Chiesa missionaria che emerge sotto l'impulso di mandati fondamentalmente estranei alla grazia, cioè alla presenza divina. Questo processo è più simile alle "dinamiche di gruppo" che alla restaurazione della Chiesa in Cristo.

Gli avvertimenti di Francesco contro "clericalismo" e "rigidità"
In un discorso ai fedeli della diocesi di Roma il 18 settembre in Vaticano, Francesco ha descritto il processo sinodale: "stare fermi non può essere una buona condizione per la Chiesa . E il movimento è conseguenza della docilità allo Spirito Santo, che è il regista di questa storia in cui tutti sono protagonisti inquieti, mai fermi."

Il Papa ha anche messo in guardia contro uno "dei mali della Chiesa, anzi una perversione, è questo clericalismo che stacca il prete, il Vescovo dalla gente". Poi contro la rigidità, "un’altra perversione che è un peccato contro la pazienza di Dio, è un peccato contro questa sovranità di Dio."

Allo stesso modo, continua Francesco, san Giovanni Crisostomo ci avverte: "Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra."

Così, i poveri, i mendicanti, i giovani tossicodipendenti, tutti coloro che la società rifiuta, fanno parte del sinodo. "Non lo dico io", afferma il Sommo Pontefice, "lo dice il Signore: sono parte della Chiesa. Al punto tale che se tu non li chiami, si vedrà il modo, o se non vai da loro per stare un po’ con loro, per sentire non cosa dicono ma cosa sentono, anche gli insulti che ti danno, non stai facendo bene il Sinodo."

E insiste: "sul concetto di “popolo di Dio” ci possono essere ermeneutiche rigide e antagoniste, rimanendo intrappolati nell’idea di una esclusività, di un privilegio".

In conclusione, Papa Francesco ha invitato ad ascoltare lo Spirito Santo: "Ascoltatelo ascoltandovi. Non lasciate fuori o indietro nessuno. (...) la Chiesa, che non si rafforza solo riformando le strutture – questo è il grande inganno! –, dando istruzioni, offrendo ritiri e conferenze, o a forza di direttive e programmi - questo è buono, ma come parte di altro - ma se riscoprirà di essere popolo che vuole camminare insieme, tra di noi e con l’umanità."