Intervento della Santa Sede presso il Governo italiano

23 Giugno 2021
Fonte: FSSPX Spirituality
Mons. Paul Richard Gallagher

La Segreteria di Stato della Santa Sede ha formalmente invitato il Governo italiano a modificare un disegno di legge contro l'omofobia, sostenendo che alcune clausole sarebbero contrarie agli articoli del concordato firmato tra l'Italia e il Vaticano.

Esiste infatti un concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, i famosi Patti Lateranensi, firmati l'11 febbraio 1929. Questi accordi riconoscono la creazione dello Stato della Città del Vaticano.

L'accordo di Villa Madama
Un nuovo concordato, redatto all'inizio degli anni '80, fu firmato il 12 febbraio 1984. Questo nuovo concordato modifica il Concordato Lateranense in più punti. Si noti, per la questione in esame, anzitutto l'articolo 9, 1:

"La Repubblica Italiana (…) garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. A tali scuole che ottengano la parità è assicurata piena libertà, ed ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne l'esame di Stato."

Questo articolo costituisce la base di quanto segue.

Inoltre, l'articolo 2, § 1 e 3, afferma:

"1.  La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica."

"3. È garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."

È su questi ultimi due elementi che si basa l'intervento della Santa Sede.

Il disegno di legge Zan
DDL Zan - dal nome del deputato Alessandro Zan, attivista LGBT - riunisce diverse proposte precedenti. Se ne discute da oltre un anno ed è stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020.

Riguarda "misure per prevenire e combattere la discriminazione e la violenza basate sul sesso, il genere, l'orientamento sessuale, l'identità di genere e la disabilità". È stato presentato per la discussione al Senato.

Questo progetto è già stato criticato almeno due volte dall'episcopato italiano. Nel giugno 2020 i vescovi della penisola hanno stabilito che "l'eventuale introduzione di nuove disposizioni incriminanti rischierebbe di aprire la strada a derive liberticide, a discriminazioni".

L'episcopato è tornato sull'accusa lo scorso gennaio: "Sottoporre, ad esempio, a procedimento penale chi ritiene che la famiglia richieda un padre e una madre, e non un duplicato della stessa figura, equivarrebbe a introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio della critica e del dissenso".

L'articolo 7, che vuole istituire una Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, pone anche una grande difficoltà, poiché prevede che le scuole dovranno partecipare attraverso varie attività in questa Giornata, senza che ci sia un'eccezione.

La nota verbale del Segretario di Stato
Mons. Paul Richard Gallagher, membro della Segreteria di Stato, Segretario per i Rapporti con gli Stati - in altre parole Ministro degli Affari Esteri del Papa - ha comunicato all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede una "nota verbale" il 17 giugno.

Nel linguaggio diplomatico, il termine "nota verbale"” designa una comunicazione formale, scritta in terza persona e non firmata.

Questa nota precisa le preoccupazioni della Santa Sede: "Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa all'esame del Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa cattolica dall'articolo 2, commi 1 e 3 dell'accordo per la revisione del Concordato”, in altre parole l'accordo di Villa Madama.

La nota esprime anche preoccupazione per comportamenti discriminatori, con il timore che l'approvazione della legge possa anche comportare rischi legali. "Chiediamo che le nostre preoccupazioni siano accolte", conclude.

Firma dei Patti Lateranensi

Un intervento storico senza precedenti
È la prima volta, almeno pubblicamente, che il Vaticano utilizza un canale diplomatico ufficiale in tali circostanze. Non ci sono precedenti in cui la Chiesa sia intervenuta nel processo di approvazione di una legge italiana, utilizzando il concordato tra la Santa Sede e l'Italia.

Secondo il Corriere della Serra, la nota è stata trasmessa dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede alla Farnesina. Dovrebbe poi arrivare al primo ministro ed essere portata all'attenzione del parlamento.

Per il resto sono possibili vari scenari. In particolare, l'attivazione di una commissione mista, prevista dall'articolo 14 del Concordato del 1984.

Una cosa è certa, il clamore intorno a questo disegno di legge non diminuirà.

In conclusione, è gratificante vedere la Santa Sede difendere la dottrina cattolica in tali circostanze. Perché non è solo in Italia che la situazione si fa problematica.

In molti paesi, leggi simili al DDL Zan vietano la dottrina cattolica sulla famiglia e minacciano di mettere tra i libri da condannare dei semplici catechismi. L'errore è diffuso impunemente, con l'appoggio di una legge adulterata.

Dobbiamo quindi sperare che questo intervento abbia successo e possa servire da esempio in tutto il mondo cattolico.