Iraq: Maria regna di nuovo su Qaraqosh

21 Gennaio 2021
Fonte: fsspx.news

Il 14 gennaio 2021, i cristiani di Qaraqosh, il più importante centro cristiano della Piana di Ninive, nel nord dell'Iraq, hanno eretto una statua della Beata Vergine sul pinnacolo del campanile del Chiesa siro-cattolica dedicata a Maria. Un'immagine che dice tutto, dopo gli anni bui dell'occupazione jihadista.

 

 

I terroristi affiliati all'organizzazione dello Stato Islamico (IS) hanno occupato la regione dal 2014, incendiando la chiesa e distruggendo sistematicamente tutti i simboli cristiani che potevano trovare.

Ma dopo la caduta del califfato, in questi ultimi anni, la struttura della chiesa è stata ricostruita grazie allo sforzo e all'impegno dell'intera comunità locale.

"Il campanile di questa chiesa, la più grande della Piana di Ninive, è stato raso al suolo al momento della riconquista, nel 2016, da un missile o da una bomba, non sappiamo con esattezza", ha detto ad AsiaNews padre Paul Thabit Mekko, Parroco caldeo di Karamlech, vicino a Mosul, nel nord dell'Iraq.

"Del campanile - prosegue il sacerdote - è rimasta solo una parte, tutto è stato ricostruito, ma con una novità, perché si è deciso di collocare una statua della Beata Vergine sul pinnacolo."

Non parlate a padre Mekko della chiesa di Qaraqosh, il nome che gli Ottomani hanno dato a questa località: "Preferiamo chiamarla con il suo nome aramaico di Bakhdida, che significa che è dedicata a Maria Immacolata."

La statua della Vergine, che ora domina Bakhdida, è stata realizzata da un artista locale, Thabit Michael: "nella nostra terra che attende la visita di Papa Francesco - spiega padre Mekko - l'evangelizzazione coinvolge anche l'arte, che è fondamentale per mantenere la nostra identità."

Oggi la situazione nella Piana di Ninive è per il momento calma: "c'è effettivamente del movimento ma niente di cui preoccuparsi", spiega il sacerdote di Karamlech. Anche la pandemia non è riuscita a sconvolgere la vita della comunità cristiana, come accade in molti paesi occidentali.

"Per noi - conclude il sacerdote caldeo - la preoccupazione del momento riguarda l'inflazione e l'aumento dei prezzi che rendono molto più difficile lo sforzo di ricostruzione, e spingono i giovani a partire, in assenza di chiare prospettive sul loro avvenire."