In Italia si riaccende il dibattito sull'eutanasia

22 Agosto 2021
Fonte: FSSPX Spirituality
Un tavolo per la firma della petizione

L'eutanasia è tornata alla ribalta nella politica italiana da quando una petizione a favore di un referendum ha superato la prescrizione legale di cinquecentomila firme. Il Vaticano denuncia una "nuova forma di eugenetica" e un "pericoloso veleno" per la società.

Nel Comitato Promotore - l'organismo italiano responsabile della petizione a favore di un referendum sulla legalizzazione dell'eutanasia - ci si rallegra: il 16 agosto è stata superata il limite delle cinquecentomila firme che apre la strada a una consultazione popolare 2021.

"Nell’esprimere profonda gratitudine per le migliaia di volontarie e volontari che stanno dedicando parte delle proprie vacanze a fornire il servizio pubblico dell’esercizio del diritto al referendum  - prosegue il comunicato - vogliamo sottolineare che la raccolta firme naturalmente prosegue con ancora maggiore forza, con l’obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli", ha indicato il Comitato.

Obiettivo del referendum è l'abrogazione della legge attualmente in vigore nella Penisola, che punisce da cinque a dodici anni di reclusione chiunque sia ritenuto colpevole di "istigazione o favoreggiamento al suicidio".

La prossima consultazione popolare sarà "l'unico strumento per abrogare la criminalizzazione del cosiddetto 'omicidio del consenziente', e rimuovere così gli ostacoli alla legalizzazione dell'eutanasia, sul modello di quanto già praticato in Olanda, in Belgio, Lussemburgo o Spagna", precisa il Comitato Promotore che riunisce in sé una nebulosa di associazioni militanti.

Da parte della Santa Sede, allarma il ritorno al dibattito sull'eutanasia: "C'è la tentazione di una nuova forma di eugenetica: chi non nasce sano non deve nascere."

"E insieme con questo c'è una nuova concezione salutistica per la quale chi è nato e non è sano, deve morire. È l'eutanasia. Questa è una pericolosa insinuazione che avvelena la cultura" denuncia Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

Una chiarezza che vorremmo vedere nel presule quando si tratta di difendere il matrimonio cristiano contro le unioni omosessuali...

La tutela dei malati più vulnerabili dovrebbe quindi essere lasciata al verdetto delle urne, e alla legge della maggioranza.

Nulla di rassicurante, soprattutto se ricordiamo che nel 2019 la Corte Costituzionale italiana aveva decretato che il suicidio assistito era "non punibile" a determinate condizioni, compreso il "consenso informato" del paziente, e solo nei casi in cui la sola interruzione del trattamento rischia di provocare la morte.