La Chiesa patriottica cinese sempre più sottomessa al regime

13 Aprile 2021
Fonte: fsspx.news
Chiesa cattolica a Cizhong, nello Yunnan meridionale

Elaborare una Storia fatta di "sangue, fatica, coraggio e forza" che ha portato al "trionfo" del Partito Comunista Cinese (PCC): tale è, per il tempo pasquale, la nuova istruzione impartita ai vescovi "ufficiali" cinesi.


L'Associazione Patriottica dei Cattolici della Cina è stata fondata nel 1957. Riunisce vescovi soggetti al governo cinese, e in effetti costituisce una Chiesa scismatica. È solo un organo che consente al PCC di esercitare uno stretto controllo sulla vita cattolica.

Si oppone alla Chiesa "sotterranea", che riunisce cattolici rimasti fedeli alla Santa Sede.

Questa opposizione è più o meno altalenante da 20 anni, a causa dei tentativi del Vaticano di normalizzare la situazione, sfociati in un accordo provvisorio tra Cina e Santa Sede nel settembre 2018 e rinnovato lo scorso settembre. Roma infatti ha riconosciuto alcuni vescovi della Chiesa patriottica.

Ma il governo cinese ha appena ricordato con forza il ruolo che si attende dai vescovi ad esso sottoposti. Un ruolo che molto probabilmente vorrebbe che assumessero anche i vescovi "clandestini".

Una storia del comunismo alla Orwell
Il 29 marzo 2021, Chiesa cattolica in Cina - pubblicazione ufficiale del regime - descrive come i prelati dovranno elaborare in futuro un secolo di storia comunista.

Il nuovo stile di formazione continua è iniziato il 25 marzo, in un seminario presieduto da Tian Yueyang, direttore del Centro di ricerca dell'Associazione patriottica cinese.

Nel suo discorso di sintesi, il rappresentante di Pechino ha insistito sull'obbligo per i vescovi di "celebrare la nascita del Partito, studiarne la storia, esserne grati, restare fedeli alla sua missione": i cento milioni di vittime del Partito sulla terra di Confucio apprezzeranno...

Grazie a questa giornata del 25 marzo, "i vescovi cinesi hanno potuto consolidare ulteriormente le basi teoriche per apprendere (...) e trovare forza attraverso lo studio della storia", aggiunge la redazione di Chiesa cattolica in Cina, avvalendosi del Elementi di linguaggio usuali di un potere totalitario che cerca di allineare definitivamente la Chiesa, nonostante - o a causa del, direbbe qualcuno - l'accordo provvisorio tra Cina e Santa Sede.

Mons. Shen Bin, vescovo di Haimen e vice presidente dell'Associazione patriottica, è stato "invitato a commentare" il discorso di Tian Yueyang. Il prelato ha spiegato che il seminario del 25 marzo 2021 faceva parte di una serie di eventi organizzati dal Consiglio episcopale cinese per celebrare il centenario della fondazione del PCC.

"Il vescovo desidera promuovere la passione e l'iniziativa dei suoi confratelli per lo studio della storia del Partito, e quella della Nazione", specifica Chiesa cattolica in Cina, per non lasciare dubbi sull'obbligatorietà della "rieducazione" intellettuale in atto.

E la pubblicazione "cattolica" ufficiale del regime insiste, per i cuori tardi a comprendere: "Mons. Shen Bin desidera ancora che i vari uffici dell'Associazione patriottica e del Consiglio dei vescovi cinesi continuino a studiare e scoprire i modi per far avanzare la sinizzazione del cattolicesimo in Cina. (…) Vuole vederli allineati con la dirigenza centrale del Partito, impegnati in ogni diocesi per realizzare il sogno cinese del grande rinnovamento della Nazione."

È certo che, nello spirito del Partito, i vescovi fedeli a Roma sono invitati a seguire questa strada, volenti o nolenti. Il tempo della persecuzione non è finito nella terra del dragone rosso.