Lo strano insegnamento di Papa Francesco a dei seminaristi (2)

19 Giugno 2021
Fonte: FSSPX Spirituality
La città di Ancona

Giovedì 10 giugno 2021 Papa Francesco ha ricevuto in udienza la comunità del Pontificio Seminario Marchigiano "Pio XI", con sede ad Ancona. Ha incoraggiato i responsabili a imitare san Giuseppe per formare coloro che erano loro affidati, e i seminaristi a praticare la docilità.

 

In questo discorso del Papa ci sono degli incoraggiamenti giudiziosi, come sottolineato nella prima parte di questo articolo. Ma purtroppo ci sono elementi che sono vere e proprie deviazioni, come quella già descritta sull'evoluzione della conoscenza di Cristo della sua divinità.

Un'insistenza ossessiva sul clericalismo
Il Papa è anche preoccupato di trovare rigidità nei seminaristi o nei giovani sacerdoti: "La rigidità è un po' di moda oggi; e la rigidità è una delle manifestazioni del clericalismo. Il clericalismo è una perversione del sacerdozio: è una perversione."

Certo, il sacerdote non deve essere rigido, ma pieno di dolcezza, mansuetudine, misericordia, carità.

Ma ciò che il Papa designa sotto il termine di rigidità deve indubbiamente essere tradotto con "rettitudine". Perché la rettitudine non è rigidità. Negare la comunione a chi non può reclamarla a causa della propria situazione non implica rigidità e quindi il clericalismo secondo Francesco.

Questa rigidità è vista anche dal Papa come portante al ritualismo, cioè al rispetto esteriore delle forme di preghiera, senza ciò che è più importante: l'unione con Dio.

Ma l'attenzione alle forme di culto non la snatura. Non era santa Teresa d'Avila a dire che era pronta a morire per la minima delle rubriche della Chiesa? Con ciò intendeva dire che le regole della preghiera e della liturgia sono state saggiamente stabilite per favorire l'unione con Dio, anche se alcuni sono troppo attaccati alla lettera e non abbastanza allo spirito.

In questo registro il Papa ha un'espressione a dir poco curiosa: " E se tu ti arrabbi con Dio, fallo: perché arrabbiarsi con il papà è un modo di comunicare amore."

Mentre si può ammettere che la rabbia è spesso sostenuta dall'amore, in questo caso ferito, non si può concedere che ci siano occasioni per arrabbiarsi con Dio. Questo tipo di rabbia manifesta solo la nostra incapacità di comprendere la carità divina.

Una strana concezione del sacerdozio
Infine, il Papa insiste affinché il sacerdote - e il futuro sacerdote - non si consideri mai distaccato dal popolo di Dio. Usa la metafora del gregge e del pastore per illustrarlo.

Poi arriva questa strana affermazione: "Tu sei prete del santo popolo fedele di Dio, tu sei sacerdote perché hai il sacerdozio battesimale e questo non potete negarlo."

In altre parole, il sacerdote è sacerdote per il suo battesimo. Cosa difficilmente ammissibile. Infatti il ​​sacerdote è sacerdote in virtù del carattere sacerdotale e della grazia che lo accompagna, carattere che è radicalmente diverso dal carattere battesimale.

Certamente, questo carattere sacerdotale può essere accolto solo in un'anima che possiede già il battesimo, ma eleva chi ne è segnato, e gli dà la capacità di compiere, nel culto, le azioni di Cristo stesso: benedire, perdonare i peccati, battezzare, predicare, consacrare la Santa Eucaristia.

È dunque per il sacerdozio stesso di Cristo che il sacerdote è sacerdote, e non per il sacerdozio battesimale. È attraverso questo sacerdozio che può essere veramente identificato con Cristo negli atti di culto. Questo sacerdozio è essenzialmente diverso dal "sacerdozio comune" dato dal battesimo.