Massacro di bambini in una scuola cattolica in Camerun

14 Novembre 2020
Fonte: fsspx.news
Scuola Mother Francisca, dove è avvenuta l'orribile strage

Il dolore è profondo all'interno della Chiesa cattolica in Camerun dopo il massacro in una scuola cattolica, dove diversi bambini sono rimasti uccisi in un attacco che ha coinvolto una decina uomini armati.

 

 

"Le vite dei nostri figli sono state rubate, inutilmente distrutte". L'emozione era tangibile, la mattina del 3 novembre 2020, nelle parole di mons. Abraham Kome, vescovo di Bafang (Camerun). Il prelato è intervenuto alla messa di apertura dell'assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Camerun (CENC), di cui è presidente. Ha aggiunto che con questo nuovo dramma "è stato raggiunto il più alto grado di perversione dell'intelligenza umana".

All'apertura dell'assemblea plenaria del CENC era presente monsignor Julio Murat, nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale, per trasmettere un messaggio di cordoglio del Sommo Pontefice.

La brutalità dei fatti


Il 24 ottobre, verso le undici del mattino, una decina di uomini armati hanno fatto irruzione nel Mother Francisca International Bilingual Academy, un'istituzione educativa cattolica privata, situata nel distretto di Fiango, a Kumba, una cittadina nel sud-ovest del paese.

Arrivati ​​in un'aula al piano di sopra, gli assassini hanno aperto il fuoco sugli studenti e hanno continuato a sparare mentre i bambini terrorizzati fuggivano e urlavano giù per le scale. Il bilancio ufficiale delle vittime mostra la morte di sette bambini, dai nove ai dodici anni; una dozzina di altri sono rimasti feriti.

"Questo sabato mi ero svegliato presto per andare alla fattoria", ha detto a Human Rights Watch un padre che ha perso la figlia di 11 anni. "Mia figlia mi ha detto 'ciao, papà'. È stata l'ultima volta che l'ho vista viva. Quando sono stato avvertito della sparatoria, sono corso a scuola e ho visto il corpo della mia bambina a terra con la testa dilaniata. Ero in stato di shock".

Perché un tale orrore?


Dal 2017, le regioni anglofone del paese sono state bersaglio di gruppi terroristici che stanno cercando di imporre un boicottaggio all'istruzione, al fine di ottenere una spartizione del Camerun e la creazione di un nuovo stato che non esiste per il momento che sui social network: Ambazonia.

"Il boicottaggio delle scuole è una strategia dei separatisti. Circa 700.000 giovani erano fuori dal sistema scolastico a causa del conflitto", ha detto ad AFP Arrey Elvis Ntui, analista a capo del gruppo di International Crisis in Camerun.

"Il governo e la società civile di anglofona hanno esercitato molte pressioni sui gruppi separatisti affinché riportassero i loro figli a scuola, e le scuole che erano state chiuse per anni hanno iniziato a riaprire", ha detto.

Secondo le autorità locali, il massacro sarebbe un monito ai genitori per dissuaderli dal mandare i propri figli a scuola e che i separatisti vedono come "collaborazionisti". A metà maggio, ad esempio, un insegnante dell'Università di Bamenda (Nord Ovest) è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco perché si rifiutava di smettere di insegnare, secondo Human Rights Watch.

In tre anni, circa tremila persone sono morte in una guerra civile senza nome e che ha costretto 700.000 persone a fuggire dalle proprie case e talvolta dal proprio paese.