Maternità surrogata e fecondazione in vitro: cosa dice la Chiesa?

16 Gennaio 2020
Fonte: fsspx.news

Le minacce legislative che incombono sia su New York che sulla Francia nell'area della gestazione per altri (GPA) - o maternità surrogata - ci invitano a rileggere le illuminanti parole che Pio XII ha detto 70 anni fa su questo argomento. Allora si trattava "solo" della fecondazione artificiale, ma la soluzione fornita dal Pastore angelico condanna alla radice la GPA e la fecondazione in vitro.

"La pratica di questa fecondazione artificiale, allorché si tratta dell’uomo, non può essere considerata né esclusivamente e nemmeno principalmente nell’aspetto biologico e medico, lasciando da parte quello della morale e del diritto".

 "La fecondazione artificiale fuori del matrimonio deve condannarsi puramente e semplicemente come immorale. Infatti la legge naturale e la legge divina positiva stabiliscono che la procreazione di una nuova vita non può essere il frutto che del matrimonio. Solo il matrimonio salvaguarda la dignità degli sposi (principalmente della donna nel caso presente), il loro bene personale. Esso solo provvede al bene e alla educazione del bambino. Ne consegue che circa la condanna d’una fecondazione artificiale fuori dell’unione coniugale, nessuna divergenza di opinioni è possibile tra cattolici. Il bambino concepito in quelle condizioni sarebbe, per il fatto stesso, illegittimo".

"La fecondazione artificiale nel matrimonio, ma prodotta mercé l’elemento attivo di un terzo, è del pari immorale e, come tale, va condannata senza appello. Solo gli sposi hanno un diritto reciproco sul loro corpo per generare una nuova vita, diritto esclusivo, non cedibile, inalienabile. E così deve essere, anche in considerazione del bambino. A chiunque dà la vita ad un piccolo essere, la natura impone, in forza stessa di tale vincolo, il dovere della sua conservazione ed educazione. Ma tra lo sposo legittimo e il bambino, frutto dell’elemento attivo di un terzo (anche se lo sposo fosse consenziente) non esiste alcun vincolo di origine, alcun vincolo morale e giuridico di procreazione coniugale".

"Quanto alla liceità della fecondazione artificiale nel matrimonio, Ci basta, per il momento, di richiamare questi principii di diritto naturale: il semplice fatto che il risultato a cui si mira è raggiunto per tale via non giustifica l’uso del mezzo stesso; né il desiderio, in sé pienamente legittimo negli sposi, di avere un bambino, può bastare a provare la legittimità del ricorso alla fecondazione artificiale che appagherebbe tale desiderio".

"Solo la procreazione di una nuova vita, secondo la volontà e il disegno del Creatore — non lo si dimentichi mai — porta con sé, in un grado mirabile di perfezione, il raggiungimento dei fini proposti. Essa è, insieme, conforme alla natura corporale e spirituale e alla dignità degli sposi, allo sviluppo normale e felice del bambino".

DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII AI MEDICI CATTOLICI CONVENUTI A ROMA PER IL LORO QUARTO CONGRESSO INTERNAZIONALE, Giovedì, 29 settembre 1949

La fecondazione in vitro è esplicitamente condannata da Pio XII nel discorso del 19 maggio 1956.