Mons. Lefebvre al Papa: abbandonate questo nefasto progetto!

19 Maggio 2020
Fonte: fsspx.news

Papa Paolo VI, di cui Papa Francesco è un grande ammiratore, aveva riconosciuto l'autodistruzione all'opera nella Chiesa. In un momento in cui il Vaticano si unisce a una giornata di preghiera interreligiosa sostenuta dalle Nazioni Unite, la lotta di mons. Lefebvre è più attuale che mai. Lo si evince bene dalla lettera che scrisse a Paolo VI il 17 luglio 1976.

 

Il Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965) volle essere pastorale e non dottrinale. Ha condotto la Chiesa al dialogo con il mondo, mettendosi all'ascolto dell'uomo moderno, delle sue aspirazioni e dei suoi bisogni. Ha anche avviato un processo di dialogo con le religioni del mondo, cristiane o meno, nonché con le filosofie e i seguaci di tutte le dottrine, anche atee.

Oggi le decisioni di papa Francesco sono fermamente in linea con il Concilio e le sue riforme. Corrispondono anche alle più audaci iniziative dei suoi predecessori, come gli incontri interreligiosi organizzati da Giovanni Paolo II o Benedetto XVI.

Il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune del 4 febbraio 2019, cofirmato dal Sommo Pontefice e dal Grande Imam della moschea del Cairo, nonché l'iniziativa del 14 maggio 2020 che chiama "i credenti di tutti religioni" a pregare e digiunare per porre fine alla pandemia del Covid-19, con l'appoggio delle Nazioni Unite, fanno parte di questa logica. Perché il Vaticano II ha promesso "all'umanità la cooperazione sincera della Chiesa, al fine d'instaurare quella fraternità universale che corrisponda a tale vocazione" (Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, 7 dicembre 1965, n° 3 , 2 e 91,1).

Restaurare ogni cosa in Gesù Cristo


Convocato per obbedire al Concilio Vaticano II e per accettare le sue riforme, la sua autorità e il suo insegnamento, Mons. Marcel Lefebvre aveva inviato a Papa Paolo VI, il 17 luglio 1976, una lettera piena di riverenza, in cui pregava il Papa di restaurare l'ordine nella Chiesa:

"Santissimo Padre, vi prego di manifestare la vostra volontà di vedere il Regno di Nostro Signore Gesù Cristo diffuso in questo mondo, ripristinando il Diritto pubblico della Chiesa, ridonando alla Liturgia tutto il suo valore dogmatico e la sua espressione della gerarchia, secondo il rito latino romano consacrato da un uso di tanti secoli, onorando la Vulgata, restituendo ai catechismi il loro vero modello, quello del Concilio di Trento. In tal modo, Vostra Santità restaurerà il sacerdozio cattolico e il regno di Nostro Signore Gesù Cristo sugli individui, sulle famiglie e sulle società civili".

Il prelato proseguì mostrando quale fosse l'origine filosofica della crisi che aveva contaminato le menti:

"(Vostra Santità) darà la loro la corretta concezione alle idee falsificate che sono diventate gli idoli dell'uomo moderno: libertà, uguaglianza, fratellanza, democrazia, seguendo l'esempio dei suoi predecessori".

Il fondatore della Fraternità di San Pio X non faceva che invitare il Vicario di Cristo a seguire le orme dei pontefici romani come Gregorio XVI, Pio IX o Leone XIII, che avevano condannato le nuove dottrine. Nate dalla rivoluzione del 1789, queste idee furono adattate al Vangelo dal liberalismo e dai suoi "collegamenti blasfemi" (San Pio X, Lettera sul Sillon del 25 agosto 1910 ).

Il mistero di iniquità


Infine, mons. Lefebvre denunciò l'origine di queste dottrine perniciose e gli agenti di questa generale corruzione delle menti, persino nella Chiesa:

"Possa Vostra Santità abbandonare questa dannosa impresa di scendere a compromessi con le idee dell'uomo moderno, un'impresa che nasce da un accordo segreto tra alti dignitari della Chiesa e quelli delle logge massoniche, anche prima del Concilio".

Questo è il mistero di iniquità, che solo può spiegare la perdita della fede e l' "autodistruzione della Chiesa" invasa dal "fumo di Satana" (Paolo VI).

Se è difficile provare l'affiliazione di questo o quel prelato modernista alla setta massonica, è facile tuttavia vedere che le idee della massoneria si sono infiltrate a lungo nei discorsi degli uomini di Chiesa. Solo la fede divina e cattolica è in grado di sollevare le montagne vincendo il mondo e gli spiriti maligni.