Omelia di Mons. Fellay per i 50 anni del seminario di Ecône

15 Ottobre 2020
Fonte: fsspx.news

Omelia di Monsignor Bernard Fellay in occasione del 50° anniversario del seminario di Ecône, il 24 settembre 2020

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.

Cari Signori, caro Sig. Superiore Generale, cari confratelli nel sacerdozio, cari seminaristi, cari frati, care suore, carissimi fedeli.

[Le ragioni della nostra presenza qui]


Se siamo qui riuniti oggi, è prima di tutto - si potrebbe dire come ragione prossima - per un anniversario: questo mese festeggiamo i 50 anni del seminario dell'Ecône. Questa è la prima ragione di questa cerimonia: il ringraziamento. Vogliamo ringraziare Dio per tutti i frutti portati da questo seminario.

Ce n'è un secondo, simile al primo. Quest'anno, il 1 novembre, avremo un altro giubileo: è quello della fondazione, questa volta, della stessa Fraternità, eretta da Monsignor Charrière, Vescovo di Friburgo il 1 novembre 1970. Era prevista una bella cerimonia a Lourdes in questa occasione, ma c'è un certo virus che passa di lì e che sconvolge un po' i nostri progetti umani, così questo grande pellegrinaggio è un po' ridotto a un pellegrinaggio nazionale, tanto che oggi stiamo raccogliendo una parte di questo giubileo. Vogliamo anche ringraziare Dio, ovviamente, sebbene con un anticipo di circa un mese, per quest'opera, quest'opera della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che è miracolosa.

E poi, ed è forse questo il motivo per cui molti, molti di voi sono venuti qui oggi: si tratta della traslazione delle spoglie di Monsignor Lefebvre dal caveau alla cripta di questa chiesa. Alcune persone vi vedono chissà che cosa. Cercano di inventare ogni genere di teorie al riguardo. Però quando costruimmo questa chiesa, quindi a metà degli anni '90, pochi anni dopo la morte di Monsignore, era già previsto che avremmo venerato il nostro caro fondatore qui nella cripta. Quindi non è qualcosa di nuovo, non si tratta di una nuova direzione o Dio sa cosa; è semplicemente il compimento, dopo un certo tempo, dell'omaggio filiale che dobbiamo al nostro fondatore, e anche ovviamente renderà più agevole ai fedeli l'accesso alla tomba di Monsignore.

Ci sono ovviamente molti, molti pensieri che ci passano per la testa in questo giorno.

Naturalmente, prima di tutto, c'è il ringraziamento. Dobbiamo ringraziare Dio per quest'opera e per il suo fondatore. Se Monsignor Lefebvre non avesse fatto, con un coraggio davvero eroico, dei passi stupefacenti che hanno sorpreso l'intera Chiesa dell'epoca, beh, molto semplicemente, non saremmo qui. Questa Fraternità è proprio quella di Monsignor Lefebvre.

E Monsignore insisteva molto, dicendo che di fatto non stava innovando: la sua unica preoccupazione era trasmettere ciò che aveva ricevuto, tutto qui. E quando guardiamo alla storia del secolo scorso, in particolare, diciamo, dagli anni Cinquanta in poi, naturalmente, con il Concilio, oggi, col senno di poi, possiamo forse capire ancora meglio cosa ciò voglia dire.

E permettetemi di condividere con voi alcuni dei pensieri di Monsignor Lefebvre. Avremo la gioia, credo, se Dio vuole, quest'anno, di donare ai nostri cari membri della Fraternità questo libro che lo stesso monsignor Lefebvre ha voluto per noi, che chiamiamo Direttorio spirituale. Finalmente, ora sta per essere completato, e l'idea che ha guidato questo lavoro, la trovo abbastanza geniale: sono puramente e unicamente parole di Monsignore, molto semplicemente; e vorrei leggervene alcuni passi, che riassumono l'intera Fraternità - che cos'è veramente - e spiegano tutto il resto.

[Santità sacerdotale]


"Lo spirito della Fraternità è semplicemente quello della Chiesa."1

Quindi niente di speciale, solo lo spirito della Chiesa. E qual è lo spirito della Chiesa?

"Riconosciuta dalla Chiesa come Società di vita comune senza voti e come Fraternità sacerdotale, la nostra Fraternità si innesta sul tronco della Chiesa e trae la sua linfa di santificazione dalla più autentica tradizione della Chiesa e dalle fonti vive e pure della sua santità, nel modo in cui tante Società riconosciute dalla Chiesa nel corso dei secoli hanno fatto crescere e fiorire nuovi rami e portare i frutti di santità che sono l'onore della Chiesa militante e trionfante".2

"Tutta la Scrittura è rivolta alla croce, alla vittima redentrice e radiosa di gloria, e l'intera vita della Chiesa è rivolta all'altare del sacrificio e, quindi, la sua preoccupazione principale è la santità del sacerdozio."3

"Dobbiamo avere questa profonda convinzione che la Chiesa sarà santa nella misura in cui i sacerdoti sono santi."4

"Per i seminaristi, la scoperta sempre maggiore del grande mistero a cui sono destinati deve dare un carattere molto speciale alla loro vita; attratti da Nostro Signore e dal suo sacrificio, devono in tal modo rinunciare al mondo, alle sue vanità, alle sue futilità e devono manifestare questo distacco con i loro abiti, con il loro atteggiamento, con l'amore del silenzio e del ritiro, anche se l'apostolato chiederà loro in seguito di andare dalle anime."5

"La Chiesa forma colui che dà le cose sacre: 'Sacerdos', cioè 'sacra dans', colui che compie azioni sante e sacre; 'Sacrificium', cioè 'sacrum faciens'. Pone nelle sue mani 'consacrate' i doni divini e sacri, 'sacramenta' , i sacramenti"6

[Uno spirito di fede nel valore della Messa]


"Lo spirito della Fraternità è soprattutto quello della Chiesa, i suoi membri: sacerdoti, frati, suore, oblate, terziari, si adopereranno per conoscere sempre meglio il mistero di Cristo, come lo descrive San Paolo nelle sue epistole e specialmente nelle epistole agli Efesini e agli Ebrei."

"Allora scopriremo cosa ha guidato la Chiesa per venti secoli; capiremo l'importanza che dà al sacrificio di Nostro Signore e, di conseguenza, al sacerdozio. Approfondire questo grande mistero della nostra fede che è la Santa Messa, avere una devozione sconfinata a questo mistero, metterlo al centro dei nostri pensieri, dei nostri cuori, di tutta la nostra vita interiore, sarà vivere nello spirito del Chiesa."7

"Profondamente convinti che la fonte della vita si trova in Cristo crocifisso e quindi nel sacrificio che ci ha lasciato in eredità, i membri della Fraternità scopriranno con gioia sempre più grande che la mistica Sposa di Nostro Signore, nata dal Cuore trafitto da Gesù, non aveva altro a cuore che trasmettere, con una magnificenza ispirata dallo Spirito Santo, questo prezioso testamento."8

"Lo spirito della Fraternità - ci sono ripetizioni, ma lo faccio apposta - lo spirito della Fraternità è essenzialmente uno spirito sacerdotale, illuminato dallo splendore del sacrificio redentore del Calvario e della Messa, 'Mistero della Fede'.

"Questo grande mistero, sole della nostra fede, ci viene trasmesso dalla Chiesa nella liturgia, dove, come una Madre, si sforza di rivelare le infinite ricchezze di questo mistero in azioni, parole, canti, paramenti liturgici, ripartiti secondo il mirabile ciclo liturgico.

"La Fraternità, ansiosa di vivere questo mistero, si attacca con zelo alla conoscenza della liturgia e si sforza di realizzarla in tutta la sua bellezza e splendore: Signore, ho amato la bellezza della tua casa ( Sal 25). Lo spirito della Fraternità è uno spirito liturgico."9

"Essendo il sacerdote consacrato specialmente per il sacrificio, per la preghiera pubblica della Chiesa, la Fraternità si adopererà ad acquisire questo spirito liturgico in tutta la sua profondità per vivere il mistero di Cristo che si offre al Padre, offrendo tutto il suo Corpo Mistico."10

"Gli splendori della liturgia cantano di Gesù crocifisso e risorto. La Chiesa ha saputo presentarci e farci vivere questi misteri in un modo veramente divino, che affascina i cuori e eleva le anime. Tutto è stato organizzato con l'amore di una moglie fedele e di una madre misericordiosa. Tutto è soggetto di edificazione nei luoghi sacri, nelle cerimonie, nei paramenti, nei canti, nella scelta delle preghiere, nel messale, nel breviario, nel pontificale, nel rituale."11

"I membri della Fraternità alimenteranno la loro spiritualità presso queste sorgenti di acqua viva che la Chiesa offre loro nella sacra liturgia, fonte incomparabile di sapienza, fede, grazie, vita ascetica e mistica."

"Niente è piccolo, niente è meschino al servizio di un simile Signore e Re. Cerchiamo sempre di essere consapevoli di questo. È un mezzo di apostolato molto efficace. Sebbene la liturgia sia soprattutto lode alla Santissima Trinità, offerta e sacrificio, fonte della vita divina, è anche la più viva della catechesi, la più efficace. Felici i fedeli che hanno sacerdoti con un'anima innamorata della liturgia della Chiesa!"12

[Uno spirito di contemplazione di Gesù Cristo crocifisso e glorificato]


"Lo spirito di Fraternità è lo spirito della Chiesa, lo spirito di fede in Nostro Signore Gesù Cristo e nella sua opera di Redenzione. Tutta la storia della Chiesa, negli ultimi venti secoli, manifesta i principi fondamentali della Chiesa animata dallo Spirito Santo, spirito di Nostro Signore."

"Il sacerdote è al centro di questa opera divina di rinascita delle anime, della loro deificazione per la loro futura glorificazione. Tutti i suoi pensieri, le sue aspirazioni, le sue azioni devono essere ispirate da questo spirito di fede. Ora, questo spirito di fede è essenzialmente uno spirito di contemplazione di Gesù crocifisso e glorificato"13

"Quanto è auspicabile che tutti i membri della Fraternità abbiano sete di vita contemplativa, cioè di quello sguardo semplice e ardente della croce di Gesù, che acquisiscano tutti lo spirito di preghiera, di vita interiore, ad immagine di Nostro Signore stesso, che ha vissuto trent'anni su trentatré lontano dal mondo."14

"L'aspetto profondamente interiore, spirituale, soprannaturale della nostra vita, della nostra pietà, l'aspetto contemplativo della nostra vita, è quello che ha giustificato tutti queste fondazioni contemplative, da qui lo spirito di preghiera della Fraternità, la necessità di esercizi in comune, dell'orazione."15

[Uno spirito di oblazione]


"La conseguenza di questo avvicinamento di Dio nel suo sacrificio redentore produrrà nell'anima dei membri della Fraternità gli stessi effetti che, con le debite proporzioni, hanno provato le anime privilegiate che hanno ricevuto le stimmate di Nostro Signore.

"Gli effetti sono duplici: i primi condizionano i secondi e ne sono la fonte; questi sono gli aspetti contemplativi:
- ardente desiderio di oblazione totale come vittima in unione con la vittima divina,
- amore di Dio, di Nostro Signore fino al sacrificio di sé,
- abbandono totale alla santa volontà di Dio,
- ardente unione con il Cuore trafitto di Nostro Signore.16

"Se la contemplazione è uno sguardo d'amore [rivolto a] Gesù crocifisso e glorificato, essa trasferisce l'anima nelle mani di Dio: In manus tuas commendo spiritum meum (Sal 30, 6). E questo può essere ottenuto solo con un completo abbandono della nostra volontà nelle mani di Dio, vale a dire, un'obbedienza consumata alla sua santa volontà; la volontà manifestata da Dio e da coloro che partecipano legittimamente alla sua autorità e utilizzano a buon diritto questa partecipazione; la volontà particolare manifestata da Dio stesso nel corso degli eventi che ci toccano durante la nostra esistenza: malattie, prove ... Meditiamo questi grandi insegnamenti della Chiesa e sforziamoci nelle circostanze della nostra vita di metterli in pratica."

"Questo presuppone in noi una grande umiltà; questo è ciò che spiega tutta la spiritualità benedettina basata sulla progressione nella virtù dell'umiltà."

"Contemplazione, obbedienza, umiltà, sono gli elementi di una stessa realtà: l'imitazione di Gesù Cristo e la partecipazione al suo amore infinito."17

"Gli effetti dello Spirito d'Amore, che si è manifestato sulla croce e continua a manifestarsi sull'altare e nell'Eucaristia, tendono ad allontanare l'anima dal mondo, a farle disprezzare le cose terrene per legarsi alle cose eterne, quelle materiali per legarsi alle spirituali. L'anima sperimenta un grande orrore del peccato, una profonda contrizione per le sue colpe18 e un immenso desiderio di espiare per sé stessa e per gli altri. Dobbiamo rendere grazie a Dio per averci comunicato il suo spirito di amore e di vittima per la gloria del Padre suo.

[Un apostolato profondamente soprannaturale]


"I membri della Fraternità porranno come base del loro zelo missionario e apostolico l'essere solo “servi inutili” (Lc 17,10), dei quali Nostro Signore Gesù Cristo potrebbe benissimo fare a meno, ma che vuole usarli e che si tratta di un onore che non meritano. Rimarranno sempre in questa profonda consapevolezza del loro nulla e del tutto di Dio, confidando solo nella sua grazia, essendo l'apostolato essenzialmente un'opera soprannaturale della grazia. Forti di queste convinzioni, andranno coraggiosamente alle anime che li attendono, che sono loro affidate. Predicheranno cum fiducia (Ef 6:19), invocando l'aiuto di Nostro Signore e della Vergine Maria."

"La predicazione deve essere semplice, convinta, che edifica e porta le anime a convertirsi a Dio. Se le anime non vengono, uscite ad incontrarle con cuore compassionevole, umile, fiducioso nella grazia, senza distinzione di persona."

"Eviteranno ogni forma di dominazione, di disprezzo. Si faranno tutto a tutti, facendo attenzione a non cadere nell'errore di chi pensa che sia necessario adottare il linguaggio volgare e gli atteggiamenti volgari di certi ambienti. Anche queste persone si aspettano da noi un atteggiamento semplice, buono ma sempre degno del nostro sacerdozio".19

Ecco in poche parole, si potrebbe anche andare avanti, ma questo è ciò che Monsignore si aspetta, che voleva dai suoi sacerdoti nel fondare la Fraternità. Capite, è vero che quando diciamo "Fraternità", quando guardiamo questo secolo, ancora una volta, vediamo un'immensa lotta, vediamo una rivoluzione nel mondo e nella Chiesa, e vediamo Monsignor Lefebvre che si oppone a questa rivoluzione, anche fino a Roma, e che anche lui, ovviamente, ha fatto la storia di questi ultimi 50 anni, è vero; ma non è questo il punto. La lotta ci sarà sempre nella Chiesa militante: la lotta nella Chiesa, non inizia con il Vaticano II ... inizia con la crocifissione di Nostro Signore, e durerà fino alla fine dei tempi. Quando questa lotta sarà finita, ce ne saranno altre e non dovremmo assolutamente farci illusioni al riguardo.

[L'esempio della Vergine Maria]


Ma ancora, mi sembra - e questo sarà il nostro ultimo punto, uno sguardo alla Beata Vergine - che la Beata Vergine Maria possa darci, diciamo, un'idea corretta di questa lotta che, ovviamente, segna questi anni. Guardate la Beata Vergine Maria: a cosa pensiamo quando diciamo la Beata Vergine Maria? Certo, pensiamo alla sempre Vergine, ma soprattutto pensiamo alla Madre, alla Madre di Dio, e quando lo diciamo, pensiamo alla misericordia, pensiamo alla dolcezza. E tutto questo è perfettamente vero. Ma è il suo amore, il suo amore totale per Dio, a renderla colei che la Chiesa definisce: "terribile come un esercito schierato in battaglia". È lei che la Chiesa saluterà come colei che "schiaccia tutte le eresie", colei che è terribile per il diavolo, ed è anche Dio stesso che lo dice: "Ti schiaccerà la testa!" Ebbene sì, tutto questo!

Tutti questi aspetti, che si potrebbe dire combattivi, provengono dalla SS. Vergine Maria, dolce e misericordiosa. E questo non è affatto contraddittorio: anzi, è persino ovvio. Se vogliamo vedere quanto amiamo Dio, guardiamo davvero come affrontiamo il peccato, ciò che lo favorisce, come lo trattiamo. Mettiamo l'amore per Dio al primo posto? Siamo d'accordo nel capire che in questa lotta, che è una lotta spirituale, guadagniamo molto di più ricevendo i colpi che dandoli? Guardate Nostro Signore: è facendosi inchiodare sulla croce che opera la sua Redenzione. Questo è un aspetto - ovviamente, che non ci si adatta naturalmente, diciamo che non corrisponde alla nostra natura umana - ma quanto è vero! Ancora una volta, non siamo niente, come un piccolo pezzo d'uomo; ma uniti a Nostro Signore, unendo le nostre umiliazioni, le nostre contraddizioni, i nostri dolori, tutto ciò che Dio permette ... unendoli alla sua santa Passione, allora tutti questi atti, che sono completamente deprezzati dal mondo, assumono un valore di potere contro l'inferno, e anche uno straordinario valore di redenzione, che ci viene ricordato dalla Vergine a Fatima: "Se ci sono tante anime che cadono all'inferno, è perché nessuno vuole sacrificarsi per loro."

E proprio la Messa, che richiede la nostra unione al sacrificio di Nostro Signore, ci ricorda questa verità. Questa chiesa è dedicata al Cuore Immacolato di Maria: fu per volontà di Monsignor Lefebvre, fu lui a chiederlo, e possiamo vedere, era lui stesso a dirlo, che la Beata Vergine Maria è stata la Stella che guidava e che ha guidato tutta la sua vita. Quindi, è per noi una gioia immensa poter portare oggi, o se volete, per così dire riunire Monsignore alla cripta di questa chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria; fa parte di questa eredità che Monsignore ha voluto donarci.

Se oggi festeggiamo 50 anni, e se vediamo questo lavoro continuare a crescere, possiamo attribuirlo, oltre ovviamente alle grazie di Nostro Signore, anche alla fedeltà. E se speriamo di poter celebrare i 100 anni e più di questo lavoro, sarà ancora e sempre in questa fedeltà a ciò che Monsignore ci ha trasmesso che potremo ritrovarlo. Allora confidiamoci, affidiamo tutte le nostre intenzioni, tutte le nostre preoccupazioni, i nostri dolori! Non abbiate paura, miei carissimi fratelli, di chiederle a Dio per intercessione di monsignor Lefebvre: lui è all'opera, e ne sta facendo! E se non mi credete, beh provateci e vedrete.

Ovviamente, chiediamo alla Beata Vergine, al Cuore Immacolato, e anche a Monsignor Lefebvre, di aiutarci in questa fedeltà per la maggior gloria di Dio, per la salvezza delle anime. Così sia.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.

  • 1. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 4 giugno 1981.
  • 2. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 7 febbraio 1981.
  • 3. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 4 giugno 1981.
  • 4. Nota manoscritta in attesa di Cor Unum.
  • 5. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 4 giugno 1981.
  • 6. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 4 giugno 1981.
  • 7. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 4 giugno 1981.
  • 8. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 26 settembre 1981.
  • 9. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 14 gennaio 1982.
  • 10. Annotazioni manoscritte in attesa di Cor Unum.
  • 11. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 26 settembre 1981.
  • 12. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 26 settembre 1981.
  • 13. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 26 giugno 1982.
  • 14. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 14 gennaio 1982.
  • 15. Annotazioni manoscritte in vista di Cor Unum
  • 16. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 14 gennaio 1982.
  • 17. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 26 giugno 1982.
  • 18. Cor Unum, L’Esprit de la Fraternité, 14 gennaio 1982.
  • 19. Annotazioni manoscritte in vista di Cor Unum