Possiamo capire papa Francesco? (1)

1 Febbraio 2022
Fonte: fsspx.news

Ex Cavaliere dell'Ordine di Malta, Henry Sire - espulso dopo aver pubblicato The Dictator Pope. The Inside Story of the Francis Papacy, ha rilasciato un'intervista a Gloria TV, ripresa da Aldo Maria Valli sul suo blog il 10 dicembre 2021. Si possono trovare diverse affermazioni sull'essenziale ruolo che l'origine argentina del Papa gioca nel suo pontificato.

 

 

Henry Sire dichiara così: "fondamentalmente il problema è che Bergoglio non ha principi reali, come il tipico peronista che è". Poco più avanti afferma che è "stato certamente un disastro per la Chiesa avere come Papa il rappresentante di una pessima cultura politica come quella argentina".

Alla domanda: "In cosa consiste questa cultura politica?" “, risponde: "In metodi dittatoriali, ovviamente. Altri elementi della cultura sono un populismo a voce alta che permette a un politico di sostenere “il popolo” quando in realtà non fa nulla per il popolo, e un anti-Yankeeismo ereditato [antiamericanismo] che è stato la motivazione della disastrosa svendita di Francesco al governo comunista cinese."

Domanda: "Francesco ama nascondersi dietro le contraddizioni, per esempio chiama l’aborto un omicidio su commissione e allo stesso tempo considera l’abortista Emma Bonino una dei “grandi d’Italia”. Che “tattica” sta dietro questo?"

Risposta: "Questo è di nuovo tipico del peronismo, che manda segnali contraddittori all’altra parte. Un argentino lo capirebbe molto bene, ma per il resto del mondo sembra incomprensibile."

Inoltre, Henry Sire non esita ad affermare: "Francesco non ha altra politica che ottenre l’applauso delle élite moderne seguendo ogni loro capriccio: allarmismo climatico, immigrazione incontrollata, imitazione del marxismo al servizio del moderno capitalismo “woke”."

"Se si guarda il curriculum di Bergoglio prima che diventasse papa, ha mostrato un po’ di populismo, nel senso che si è alleato con i sindacati, eccetera, ma non ha fatto nulla per i veri poveri in Argentina, e non è cambiato come papa. La sua politica è solo quella di premere certi bottoni linguistici. I media reagiscono servilmente ritraendolo come il campione dei poveri, per i quali non fa nulla in pratica."

Un pontificato “peronista”?
Queste affermazioni possono sembrare perentorie, ma sono indirettamente corroborate da uno studio pubblicato sul sito Res novæ, il 1 gennaio 2022, dalla penna di padre Jean-Marie Perrot, e intitolato La periferia (argentina) diventa centro e vice versa.

L'autore prende in esame la "teologia del popolo di fondazione peronista" che caratterizza il pensiero di papa Francesco: "Appoggiandoci su un articolo un po' vecchiotto ma di cui l'attualità conserva la sua pertinenza, vorremmo fare luce su un tratto importante, forse il più fondamentale, il caposaldo del pensiero bergogliano."

"Intitolato “Alle fonti culturali del pensiero di papa Francesco”, questo articolo [1] è un lungo commento, insieme elogiativo e critico, sia del pensiero di Francesco che della teologia del popolo, attraverso la presentazione di un'opera di Juan Carlos Scannone, il cui sottotitolo è “Le radici teologiche di papa Francesco”."

"Ricordiamo, per manifestarne l'interesse, che il defunto gesuita argentino Scannone fu maestro di Jorge Mario Bergoglio. E, quando quest'ultimo divenne Francesco, suo fervente commentatore."

"Possiamo riassumere la genesi della teologia del popolo (e, secondo Scannone, del pensiero di Bergoglio) come segue: la Chiesa latinoamericana ha accolto dal Concilio Vaticano II principalmente la costituzione pastorale Gaudium et spes, arricchendola col tema della povertà che i Padri conciliari, per quanto incoraggiati all'inizio da Giovanni XXIII, avevano dimenticato e che compare solo marginalmente nei documenti finali."

"Inoltre, questo tema è stato posto alla fonte e al centro della riflessione e ciò, non in modo statico (che avrebbe potuto avere solo conseguenze conservatrici, caritatevoli), ma secondo una dinamica di liberazione radicale e globale."

"Si trattava, secondo i suoi promotori, di interpretare, inculturare la Gaudium et spes, ma anche l'insegnamento della Lumen gentium sulla Chiesa come popolo di Dio, la cui inculturazione di cui parliamo ha avuto come uno dei suoi assi maggiori l'associazione – fino alla tentazione di sovrapporli – della nozione biblica e teologica del popolo di Dio alla realtà sociale, economica e politica del popolo nelle società latinoamericane. Questa ambigua polisemia la troviamo anche nei documenti di Francesco."

Continua...

Note:

1. François Guibal, Aux sources culturelles de la pensée du pape François, in Ephemerides Theologicae Lovanienses 93/4 (2017), pp. 685-708. Per l'opera recensita: Juan Carlos Scannone, La théologie du peuple. Les racines théologiques du pape François, traduzione francese maggio 2017, edizioni Lessius, 270 p. Francis Guibal era il suo traduttore e prefatore. [Questa nota e la seguente sono di don J-M. Perrot.]