Quando l'ecologia soppianta la teologia

22 Settembre 2020
Fonte: fsspx.news

La "Giornata mondiale di preghiera per la salvaguardia del Creato" è stata lanciata da Papa Francesco nel 2015 nello spirito della Laudato si' (24 maggio 2015), la sua enciclica "ambientale", come la descrive la stampa.

 

Quest'anno, la Giornata mondiale di preghiera per la salvaguardia del Creato inaugura il "Tempo del Creato", un periodo di un mese dal 1 settembre al 4 ottobre, e dedicato al "Giubileo per la Terra".

Nel messaggio che il Papa ha pubblicato il 1 settembre si legge - tra l'altro - che dobbiamo "riparare l'originaria armonia del Creato", "ripulire i rapporti umani compromessi", esigere "giustizia riparatrice" dai Paesi del Nord verso i paesi del Sud, perché - agli occhi di Francesco- i paesi ricchi contraevano "un enorme debito ecologico, dovuto principalmente al saccheggio delle risorse e all'uso eccessivo dello spazio ambientale comune per l'eliminazione dei rifiuti".

In preparazione al summit sul clima di Glasgow (Regno Unito), rinviato al 2021 a causa della pandemia, ogni Paese è invitato dal Papa "ad adottare obiettivi nazionali più ambiziosi per ridurre le emissioni inquinanti". Per Francesco si tratta di ristabilire l'equilibrio climatico e di unirsi per limitare l'aumento della temperatura media alla soglia di 1,5 °C, obiettivo fissato dall'IPCC, il Gruppo Intergovernativo di cambiamento climatico.

Secondo il Papa, un altro grande interesse è la conservazione della biodiversità, per salvaguardare il 30% della Terra come habitat protetto prima del 2030. Secondo lui, il 15° incontro della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, a Kunming, in Cina - rimandata anch'esso al 2021 - deve costituire una vera e propria "svolta" affinché la Terra torni ad essere una casa dove la vita è "abbondante".

Il quinto anniversario della Laudato si' è motivo di festa, secondo Francesco, perché vede un incontro di comunità di credenti "per dare vita a un mondo più giusto, più pacifico e più sostenibile" in uno spirito ecumenico. Secondo lui, lo Spirito Santo anima molte persone a ricostruire la casa comune e difendere i più vulnerabili: "Stiamo assistendo al progressivo emergere di una grande mobilitazione di persone, che, alla base e nelle periferie, lavora generosamente per la protezione della Terra e dei poveri".

Qual è la fonte dell'insegnamento ecologico del Papa?


Il 3 ottobre, al termine del Tempo del Creato, il Papa si recherà ad Assisi per firmare la terza enciclica del suo pontificato, dal titolo "Fratelli tutti". DICI non mancherà di analizzare questo documento non appena apparirà, ma è chiaro che il messaggio di Francesco per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Salvaguardia del Creato ha già suscitato molte e vivaci reazioni.

Così Riccardo Cascioli, su La Nuova Bussola Quotidiana del 3 settembre, afferma che questo messaggio del Papa appare come un "il manifesto cristiano per la decrescita felice, condito con il solito schema ricchi contro poveri e Nord contro Sud", e dove "il riferimento a Dio creatore appare come un richiamo ideale e fuggevole che resta però isolato e slegato da tutti gli argomenti trattati, che hanno più a che fare con le campagne del WWF o con schemi vetero-marxisti".

Denuncia questa "tendenza a far diventare magistero tesi scientifiche e analisi politiche che per loro natura sono provvisorie e opinabili. Ovvero, da una parte si ignora la vera dottrina, materie di fede e morale che fanno parte del patrimonium fidei della Chiesa e costituiscono la verità sull’uomo, su Dio e sulla realtà; e dall’altra si fanno diventare dottrina quelle che nella migliore delle ipotesi possono essere delle conseguenze possibili di uno sguardo cristiano sulla realtà, ma che molto più spesso sono il frutto della mentalità di questo mondo. È una questione altamente problematica perché in questo modo la Chiesa smette di annunciare verità eterne per gettarsi a capofitto nelle dispute politiche contingenti, creando maggiori divisioni e confusione nel mentre pensa di contribuire all’unità del genere umano."

R. Cascioli richiama molto appropriatamente la fonte da cui attinge il messaggio di Francesco quando invita ogni uomo "diventare parte di un tutto, di una “comunità vivente”, come viene definita dalla Carta della Terra, i cui echi ritroviamo sia nella Laudato Si’ sia nel messaggio per la Giornata del Creato". Dovrebbe essere noto, scrive, che questa "Carta della Terra è un documento approvato nel 2000 all’Unesco, che raccoglie i principi etici fondamentali e globali che avevano ispirato le Conferenze internazionali dell’ONU su ambiente e sviluppo e che sono alla base delle politiche globali attuali, in cui è l’attività e la stessa presenza dell’uomo a costituire un problema per gli ecosistemi".

Il 1 settembre, sul suo blog, Jeanne Smits ha espresso perfettamente questo "sentimento di imbarazzo nel leggere questo messaggio [del Papa] che certamente evoca il fatto che abbiamo rotto i legami che ci univano al Creatore, ad altri esseri umani e al resto della creazione, ma che non evoca in alcun modo la causa di questa rottura, cioè il peccato originale che ha ferito la natura umana e squilibrato la natura stessa, rendendo l'uomo radicalmente incapace di conoscere l'amicizia con la Santissima Trinità senza essere prima redento dalla colpa di Adamo e dalle sue stesse colpe".

La giornalista francese sottolinea giustamente: "a pensarci bene, sembra piuttosto il ristabilimento di un paradiso terrestre, e questo tenendo conto delle esigenze della Terra, che non richiederebbe una previa conversione personale a Dio, con l'aiuto della sua grazia, ma per un ideale di “condivisione” universale la cui realizzazione tende spesso a sfociare in uno spargimento di sangue".

Un'utopia millenarista e pelagiana


Pertanto, non possiamo che essere preoccupati per la prossima enciclica "Fratelli tutti", come mostra FSSPX. Attualità del 7 settembre: "Purtroppo, è da temere che i difetti trovati sia nell'enciclica Laudato si’ che nel Documento sulla fratellanza umana [co-firmato il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, da Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar] possano essere riproposti e che le gravi riserve che sono state fatte contro di loro debbano essere ribadite".

"Dalla Laudato si', il pensiero papale non è uscito da un'utopia millenarista e pelagiana".

"Millennarista, perché sogna un impossibile ripristino della natura ferita dal peccato originale. Non dice forse il Papa, nel suo ultimo messaggio - del 1 settembre - che "il Giubileo è un tempo per riparare l'originaria armonia del creato"?"

"Pelagiana, perché la "conversione" che porta a questa restaurazione è concepita senza l'aiuto di Dio. Come immaginare - per tutti gli abitanti del globo a cui è rivolta questa enciclica - una "civiltà dell'amore", una "fratellanza universale" o una "nuova sintesi", senza grazia?"

"È infine dimenticare la Regalità universale di Cristo, l'unica capace di restaurare l'uomo ferito, di donargli la carità divina per sé stesso e nei suoi rapporti con il prossimo, e di conservargli la prudenza per il rispetto del creato".