Rassegna stampa: Joe Biden e Francesco, aborto e comunione (1)

31 Dicembre 2021
Fonte: fsspx.news

Il 29 ottobre 2021, papa Francesco ha concesso un'udienza di 75 minuti al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. La lunga intervista a un politico notoriamente pro-aborto ha suscitato molte reazioni nella stampa italiana.

Così La Nuova Bussola Quotidiana del 30 ottobre, dove Nico Spuntoni rileva che "tra i due si sia instaurato un clima di cordialità nient'affatto cerimoniale lo si è potuto costatare nelle immagini video trasmesse in differita dai media vaticani: larghi sorrisi, ripetute battute, strette di mano prolungate."

E dice che la conversazione ruotava attorno all'ambiente, alla lotta al Covid-19 e ai migranti, ma non all'aborto che Joe Biden sostiene, pur definendosi cattolico. Il presidente degli Stati Uniti ha persino rivelato ai giornalisti a Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei ministri, che il Papa lo ha definito un "buon cattolico" e gli ha detto che deve "continuare a ricevere la Comunione".

Queste osservazioni avrebbero potuto destabilizzare i vescovi americani che si sarebbero pronunciati, in assemblea plenaria dal 15 al 18 novembre, su una dichiarazione in tema di coerenza eucaristica richiesta ai politici cattolici.

Nico Spuntoni ricorda che, da un lato, l'attuale Presidente degli Stati Uniti si è recentemente opposto alla legge anti-aborto del Texas, e che, dall'altro, la maggior parte dei membri della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti rimane ferma sulla linea espressa in una nota del 2004 del cardinale Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui un sacerdote deve rifiutarsi di dare la Comunione a un politico cattolico che si batte sistematicamente per l'aborto.

In questo contesto, ci si chiede a che gioco stia giocando Francesco. Nico Spuntoni risponde indirettamente: "Poco più di un mese fa, il Papa era tornato a condannare in conferenza stampa aerea [di ritorno dalla Slovacchia] l'aborto ma aveva anche confessato di non aver mai negato la Comunione ad alcuno. E la domanda del giornalista si riferiva proprio alla situazione del pro-choice Biden."

Per Andrea Gagliarducci sul blog Vatican Reporting del 1 novembre, "Francesco sapeva benissimo cosa stava facendo quando ha detto queste parole a Joe Biden (in linea con il suo consueto modus operandi), è stato un modo per smarcarsi dal campo dei vescovi americani."

Nella sua conferenza stampa aerea già citata, "Papa Francesco ha risposto che la questione della comunione ai politici pro aborto non va risolta politicamente, ma pastoralmente. Né sì, né no, dunque. Valutate secondo circostanze."

E così Joe Biden, che di recente ha definito l'aborto un diritto umano, ha potuto partecipare alla Comunione nella chiesa di San Patrizio vicino all'ambasciata Usa a Roma, dopo la riunione del G20.

Una lettera del cardinale Burke
Il 28 ottobre, il giorno prima dell'incontro di Joe Biden con il Papa, il cardinale Raymond Burke ha pubblicato una lettera sulla questione della comunione tra i politici cattolici abortisti. Ha dichiarato:

"Nella loro prossima riunione di novembre, i vescovi degli Stati Uniti prenderanno in considerazione l'applicazione del canone 915 del Codice di Diritto Canonico: 'Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto'. Le loro deliberazioni affronteranno, in particolare, la situazione a lungo termine e gravemente scandalosa dei politici cattolici che persistono nel sostenere e promuovere programmi, politiche e leggi in grave violazione dei precetti più fondamentali della legge morale, mentre, allo stesso tempo, affermano di essere cattolici devoti, specialmente presentandosi a ricevere la Santa Comunione. […]"

"Ho ritenuto importante offrire le seguenti riflessioni come un aiuto per tutti noi nell'affrontare ora e in futuro una questione così critica - una questione di vita e di morte per i non nati e di salvezza eterna per i politici cattolici coinvolti - nella mia patria, come in altre nazioni."

Sul tema della collegialità in nome della quale i vescovi non potevano più decidere da soli, in particolare sulla questione della comunione dei politici abortisti, il cardinale Burke rivela di aver incontrato, quando era arcivescovo di Saint-Louis, "uno degli eminenti membri della Conferenza dei Vescovi, che scosse il dito contro di me, dichiarando: Non puoi fare quello che stai facendo senza l'approvazione della Conferenza dei Vescovi. Per essere chiari, altri vescovi stavano seguendo un'azione pastorale simile. Risposi alla sua dichiarazione facendo notare che, quando sarei morto, sarei apparso davanti al Signore per rendere conto del mio servizio come Vescovo, non davanti alla Conferenza dei Vescovi."

"Qui, devo notare che l'azione pastorale intrapresa non aveva nulla a che fare con l'interferenza nella politica. Era diretta alla salvaguardia della santità della Santa Eucaristia, alla salvezza delle anime dei politici cattolici in questione - che stavano peccando gravemente non solo contro il Quinto Comandamento, ma che commettevano anche un sacrilegio ricevendo indegnamente la Santa Comunione - e alla prevenzione del grave scandalo causato da loro."

Poco più avanti nella sua lettera, il presule americano precisa: "La questione più seria dell'applicazione del can. 915 del Codice di Diritto Canonico ai politici cattolici che sostengono e promuovono programmi, politiche e legislazioni in grave violazione della legge naturale rimane apparentemente una questione per la Conferenza dei Vescovi."

"Infatti, l'obbligo del singolo Vescovo è una questione di disciplina universale della Chiesa, riguardante la fede e la morale, sulla quale la Conferenza dei Vescovi non ha autorità. Infatti, un certo numero di Vescovi ha compreso il suo sacro dovere in materia e sta prendendo misure appropriate."

"Una Conferenza dei Vescovi svolge un importante ruolo di sostegno al Vescovo Diocesano, ma non può sostituire l'autorità che propriamente gli appartiene. È il Vescovo diocesano, non la Conferenza, che applica la legge universale ad una situazione particolare."

Sull'opera minacciosa dei politici cattolici, il cardinale Burke afferma: "[...] nella primavera del 2004, mentre ero a Washington, D.C., per attività a favore della vita, ho incontrato privatamente per quarantacinque minuti uno dei più alti funzionari del governo federale, un cristiano non cattolico che manifestava grande rispetto per la Chiesa cattolica."

"[Quest'ultimo mi ha assicurato] che aveva posto la domanda perché aveva concluso che l'insegnamento della Chiesa in materia non poteva essere così fermo, dato che poteva nominarmi 80 o più cattolici nel Senato e nella Camera dei Rappresentanti, che sostenevano regolarmente la legislazione a favore dell'aborto. La conversazione in questione è stata una testimonianza eloquente del grave scandalo causato da tali politici cattolici. Essi, infatti, hanno contribuito in modo significativo al consolidamento di una cultura di morte negli Stati Uniti, in cui l'aborto procurato è semplicemente un fatto della vita quotidiana."

"La testimonianza della Chiesa cattolica sulla bellezza e la bontà della vita umana, dal suo primo momento di esistenza, e la verità della sua inviolabilità è stata gravemente compromessa al punto che i non cattolici credono che la Chiesa abbia cambiato o cambierà quello che è, di fatto, un insegnamento immutabile."

"Mentre la Chiesa, svolgendo la missione di Cristo, suo Capo, per la salvezza del mondo, è totalmente contraria all'attacco alla vita umana innocente e indifesa, la Chiesa cattolica negli Stati Uniti sembra accettare questa pratica ripugnante, in accordo con una visione totalmente secolarizzata della vita umana e della sessualità." - Sulla posizione dei vescovi, il cardinale americano si mostra qui meno ottimista e più realista di Nico Spuntoni, sopra citato.

Sulla presunta inefficacia della lotta per la vita, il cardinale Burke replica: "mi è stato detto che l'argomento della verità sulla vita umana è spesso inefficace, poiché la cultura non ha alcun riguardo per la verità oggettiva, esaltando le opinioni dell'individuo, non importa quanto contrarie alla retta ragione possano essere. "

"Forse, l'approccio adottato nell'assistere le madri e i padri che stanno prendendo in considerazione l'aborto dovrebbe essere preso su una scala più ampia, cioè la visione di un'ecografia della piccola vita umana al suo inizio"

"Nella mia esperienza, quando le madri e i padri che pensano di procurare un aborto vedono, prima, una tale ecografia, la maggior parte di loro non procede all'aborto. L'immagine visibile della bellezza e della bontà della vita umana li convince del male dell'aborto."

- Non c'è dubbio che questo approccio educativo, teso a sensibilizzare la realtà della vita e della morte delle persone impantanate nel soggettivismo, è di un certo interesse, ma - come fa il cardinale Burke nei suoi contatti con vescovi e politici cattolici - deve preparare le anime a un necessario richiamo alla legge naturale e soprannaturale di cui Dio è l'autore.