San Bonaventura, confessore, vescovo e dottore della Chiesa

14 Luglio 2020
Fonte: fsspx.news

Oggi 14 luglio, la Chiesa celebra San Bonaventura, uno dei successori di San Francesco d'Assisi a capo dell'ordine francescano.

 

Bonaventura, nato a Bagnoregio, in Tuscia, intorno al 1220, fu strappato, durante la sua infanzia, ad una malattia mortale, dalle preghiere del Beato Francesco, al cui Ordine la madre aveva promesso di consacrarlo se fosse guarito. Così, raggiunta l'adolescenza, decise di entrare nell'ordine dei Frati Minori.

Sotto la direzione di Alessandro di Hales, raggiunse un tale grado di scienza che, sette anni dopo, avendo acquisito il titolo di Maestro a Parigi, spiegò pubblicamente con grande successo il Libro delle sentenze di Pietro Lombardo1, che illustrerà, in seguito, anche con celebri commenti.

Però, non fu solo per la profondità della sua scienza che eccelse magnificamente, ma soprattutto per la purezza dei suoi costumi, l'innocenza della sua vita, la sua umiltà, la sua mansuetudine, il suo disprezzo per le cose terrene e il suo desiderio dei beni celesti: era degno, in verità, di essere considerato un modello di perfezione e di essere chiamato santo dal beato Tommaso d'Aquino, suo caro amico. Infatti, quando quest'ultimo lo trovò a scrivere la vita di San Francesco, disse: "Partiamo,un santo per lavorare per un santo".

Ardendo del fuoco dell'amore divino, fu portato da un sentimento di pietà molto speciale ad onorare la passione di Nostro Signore, che era il soggetto costante della sua meditazione, e la Vergine Madre di Dio, alla quale si era consacrato interamente; e questa stessa devozione, ha cercato con tutte le sue forze di suscitarla negli altri con le sue parole e i suoi esempi, per poi svilupparla in opere e opuscoli.

Dalla sua pietà veniva la dolcezza delle sue relazioni con il prossimo, la grazia legata alla sua parola e la carità traboccante per la quale era così vicino a tutti i cuori. Queste virtù rese, a malapena trentacinque anni, fu eletto a Roma, di comune accordo da parte di tutti, Ministro Generale dell'Ordine, e per ventidue anni Bonaventura svolse questa funzione con ammirevole prudenza e grande reputazione di santità.

Prese diverse misure utili a regolare la disciplina e lo sviluppo del suo ordine, che difese con successo, insieme agli altri ordini medicanti, contro le calunnie dei loro detrattori.

Inviato al Consiglio di Lione dal beato Gregorio X e creato cardinale vescovo di Albano, il santo mostrò una notevole attività negli ardui affari del Concilio. Per sua cura, la discordia scismatica fu placata e i dogmi della Chiesa trionfarono.

Fu nel mezzo di queste fatiche, nel suo cinquantatreesimo anno, nell'anno del Signore 274, che la morte lo raggiunse, causando un profondo e unanime rammarico. La presenza dell'intero concilio e quella dello stesso Romano Pontefice magnificò il suo funerale.

Reso celebre da numerosi e magnifici miracoli, Bonaventura fu posto tra i santi da Sisto IV.

Scrisse molti libri, in cui la sua pietà ardente, unita alla profonda erudizione, commuove il lettore e allo stesso tempo lo educa. Pertanto Sisto V gli conferì giustamente il nome di Dottore serafico.

  • 1. All'epoca usato come manuale di teologia.