"Senza famiglia": quando la politica italiana rasenta il ridicolo

26 Gennaio 2021
Fonte: fsspx.news
Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati del Parlamento

Le autorità italiane intendono rimuovere le parole "madre" e "padre" dai documenti di identificazione dei minori, come confermato dal Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, nell'ambito di un intervento in Parlamento.


L'autore della Divina Commedia avvertiva il lettore: "Però che tu trascorri per le tenebre troppo da la lungi, avvien che poi nel maginare abborri" - Quando trascorri troppo tempo nell'oscurità, accade che, immaginando, ti smarrisci - (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto XXXI.)

Un monito di cui i sostenitori dell'ideologia di genere sembrano non aver tenuto conto: già nel 2015 i termini "padre" e "madre" erano stati tolti dai documenti attestanti l'identità dei minori italiani.

Un provvedimento che Matteo Salvini aveva abrogato nel 2018, in qualità di Ministro dell'Interno.

Due anni dopo, il governo liberale di Giuseppe Conte sembra voler fare piazza pulita del passato: così, l'attuale Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha dichiarato a metà gennaio 2021 davanti ai deputati, la sua volontà di rilasciare nuovamente dei documenti d'identità, per i minori del Paese, senza riferimenti di genere riguardanti i genitori.

Non c'è da stupirsi: diversi gruppi di pressione chiedono da tempo all'Italia l'annullamento delle misure prese da Matteo Salvini, con il pretesto che sarebbero "discriminatorie" nei confronti delle coppie omosessuali che hanno scelto di adottare un bambino.

"E’ prevista la reintroduzione della dicitura ‘genitore  e ‘genitore 2’ per garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento Ue e per superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy", ha affermato il ministro.

Una posizione che non convince Fabrizio Marrazzo, portavoce dell'associazione Solidale Ambientalista Liberale, che ritiene che il governo italiano non si spinga abbastanza lontano; deplora che Luciana Lamorgese stia basando il suo provvedimento su un argomento amministrativo, lì dove, secondo lui, dovrebbe essere promossa l'ideologia LGBT.

Tuttavia Luciana Lamorgese insiste e conferma: l'uso dei termini "padre" e "madre" diventa problematico "nei casi in cui i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale non siano riconducibili alla figura materna o paterna".

Decisamente, non si deve aver paura del ridicolo, per pretendere di abolire una legge immemorabile dell'umanità, radicata in tutte le civiltà, per giustificare comportamenti innaturali.

Tuttavia, avendo il capo del governo, Giuseppe Conte, annunciato le sue dimissioni per questo martedì 26 gennaio, sembra che il provvedimento dovrà attendere ...