Stati Uniti: dei barbari ignoranti attaccano la statua dell'apostolo della California

26 Giugno 2020
Fonte: fsspx.news

Negli Stati Uniti, la protesta si trasforma in una lotta iconoclasta: dopo le grandi figure americane della guerra di secessione, è il turno di un famoso missionario francescano spagnolo di essere attaccato da centinaia di rivoltosi, il 19 giugno 2020, a San Francisco.

 

La statua di Junipero Serra eretta nel Golden Gate Park di San Francisco, portante la croce, è stata rovesciata e calpestata dai vandali.

Nato nel 1713 a Maiorca (Spagna), questo missionario francescano lasciò il suo paese nel 1749 per il Nuovo mondo. Ha 36 anni e intraprende la pericolosa traversata dell'Atlantico per recarsi in Messico, dove insegna filosofia al collegio della città. Missionario nel cuore, parte all'età di 55 anni per raggiungere l'attuale California, al tempo chiamata Nuova Spagna.

Apostolo e padre dalla California


Con quindici religiosi francescani, ha fondato dieci missioni, che sono all'origine di importanti centri urbani, come San Diego. Nel 1774, su un mulo, accompagnò una spedizione militare che stabilì una sede in una magnifica baia. Dedicata a San Francesco d'Assisi, il posto diventerà San Francisco. Soprannominato apostolo e padre della California, Junipero Serra morì nel 1784 a Monterrey, a nord-est del Messico.

Gli attivisti che hanno rovesciato la statua del missionario hanno approfittato delle proteste dopo la morte di Georges Floyd, un afroamericano morto durante un controllo di polizia finito in tragedia. Sostengono di giustificare il loro crimine in nome della lotta contro il "colonialismo europeo" di cui Junipero Serra è, ai loro occhi, uno dei simboli.

Eppure la verità storica è molto diversa: padre Serra non era solo un missionario zelante al servizio della Chiesa, ma l'evangelizzatore e il difensore delle popolazioni indigene, di fronte agli abusi di cui potevano essere vittime. Ha anche intercesso a loro favore dopo l'attacco ad un avamposto spagnolo.

Il giorno dopo questo atto di vandalismo, mons. Salvatore Cordileone, arcivescovo di San Francisco, ha espresso la sua preoccupazione di fronte alle "folle che si creano una propria legge". Ha chiesto "una discussione leale e onesta sugli onori da rendere" in memoria delle grandi figure storiche che hanno creato il paese. Senza i missionari cattolici, la civiltà cristiana e la fede divina non avrebbero potuto diffondersi per strappare le persone dall'oscurità dell'ignoranza e della barbarie.

La Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha reagito il 22 giugno, deplorando l'insulto portato contro un missionario "in anticipo sui tempi", che ha saputo difendere gli amerindi. Conclude la sua affermazione con ironia dicendo che i vandali "non hanno di sicuro passato le loro interrogazioni di storia".