Stati Uniti: Papa Francesco non è unanimamente apprezzato tra i cattolici praticanti

18 Ottobre 2021
Fonte: fsspx.news

L'accoglienza del motu proprio Traditionis custodes riscontra delle difficoltà tra i cattolici praticanti d'oltreoceano: lo dimostra una recente indagine del Pew Research Center, secondo la quale i due terzi dei cattolici battezzati ignorano le restrizioni poste nei loro confronti sulla messa tradizionale.

Nel complesso, indipendentemente dalla loro pratica religiosa, l'indagine del Pew Research Center (PRC) rileva che il 65% dei cattolici americani non ha affatto sentito parlare delle recenti restrizioni romane alla messa tradizionale.

Queste cifre parlano poco di per sé: è difficile trarre conclusioni rilevanti sulla realtà davvero cattolica del Paese, tenendo conto dei battezzati con costumi secolarizzati che, oltreoceano come in Europa, sono la maggioranza.

Quando invece lo studio del PRC prende in considerazione la pratica religiosa, il risultato non è lo stesso: quasi sei cattolici su dieci, che frequentano la messa ogni domenica o più spesso, hanno sentito parlare delle nuove restrizioni contenute nel motu proprio Traditionis Custodes, e circa tre su dieci dicono di disapprovarle.

Basti dire che le misure di papa Francesco non sono unanimente accettate tra le famiglie praticanti, che sono la linfa vitale della Chiesa negli Stati Uniti.

Logicamente, il sondaggio del PRC mostra un legame tra appartenenza politica e ricezione del motu proprio: quindi, i cattolici che votano per il Partito Repubblicano hanno circa tre volte più probabilità di opporsi alle nuove restrizioni sulla messa tridentina rispetto a coloro che aderiscono alle idee del Partito Democratico (20% contro 6%).

Un modo per confermare che la messa tradizionale, basata sul sacrificio di Cristo, va contro le idee progressiste a lungo veicolate dal Partito Democratico.

Il PRC ha indagato anche sull'immagine di papa Francesco tra i cattolici: cifre questa volta in parte distorte, in quanto ignorano completamente la pratica religiosa dei cattolici, ma che danno qualche indicazione.

Lo studio evidenzia così ancora una volta una polarizzazione politica nel modo in cui i cattolici percepiscono l'attuale pontefice romano: la quota di cattolici democratici che hanno un'opinione favorevole di Francesco è di 20 punti superiore a quella dei repubblicani.

I repubblicani sono più propensi dei democratici ad attribuire alcuni attributi negativi a papa Francesco, tra cui "fuori dal mondo" e "ingenuo".

Più significativamente, quasi la metà dei repubblicani cattolici afferma che papa Francesco è "troppo liberale" (49%), mentre lo afferma solo il 16% dei democratici cattolici: uno scarto che sarebbe probabilmente più marcato se si tenesse conto della pratica religiosa regolare. Ma il PRC non lo fa.

Anche qui, la scissione tra Roma e i prelati americani, sul rifiuto della comunione sacramentale a politici che professano o sostengono posizioni contrarie al magistero della Chiesa, non ha aiutato a restaurare l'immagine dell'inquilino di Santa Marta.

Infine, attraverso questa indagine, possiamo vedere quale possa essere il fastidio del papa argentino verso un episcopato americano prevalentemente conservatore, contrario al riformismo attuale, e dietro al quale i cattolici praticanti in genere serrano i ranghi.