Verso un'estensione del termine massimo per abortire

9 Ottobre 2020
Fonte: fsspx.news

I deputati della maggioranza hanno votato in prima lettura per la legge che stabilisce il termine legale per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) a 14 settimane di gravidanza contro le 12 attuali, nonostante l'opposizione del governo.

 

Non capita spesso che una legge venga approvata dalla maggioranza parlamentare contro il parere del proprio governo. È quanto accaduto l'8 ottobre 2020. Nonostante l'opposizione formulata da diversi ministri, per altro tutti favorevoli all'aborto, la legge che propone di estendere il periodo legale di accesso all'IVG da parte di da12 a 14 settimane è stata accettata in prima lettura.

Restano da considerare altri due punti: l'eliminazione della clausola di coscienza specifica per IVG e la possibilità di eseguire aborti chirurgici da parte delle ostetriche fino a dieci settimane.

I difensori del testo hanno sostenuto che rappresentava un "consenso" in risposta alle richieste di lunga data di vari settori della società. Ma questa affermazione è ampiamente contraddetta dai fatti.

Un sondaggio rivelatore


All'inizio di ottobre l'associazione pro-vita Alliance vita ha commissionato un'indagine sull'aborto. I risultati sono illuminanti. In primo luogo, sembra che più della metà dei francesi consideri preoccupante il numero annuo di aborti in Francia - 232.200 nel 2019.

La risposta alla seguente domanda è molto interessante: il 92% dei francesi crede che un aborto lasci tracce psicologiche con cui le donne hanno difficoltà a convivere. Questa realtà viene negata dalle femministe che lavorano in questo modo contro le donne, o dai vari governi che abbandonano così parte della popolazione alle proprie pene.

Il buon senso di chi conosce donne che hanno commesso questo errore irreparabile, terribilmente traumatico, si unisce alle scoperte scientifiche. Sono passati più di trent'anni da quando lo psichiatra canadese, Philippe Ney, ha descritto la sindrome post-aborto con la sua collaboratrice, la dottoressa Marie Peeters. Il loro lavoro è stato pubblicato su riviste mediche riconosciute.

I due medici hanno anche descritto la "sindrome del sopravvissuto all'aborto", un termine per indicare i bambini che sanno che ci sono stati aborti nelle loro famiglie. Questa entità clinica è essenziale per comprendere i danni che questo crimine ha avuto sulle giovani generazioni e per spiegare, almeno in parte, la situazione così conflittuale di questi "sopravvissuti" con i loro genitori.

Per questo, nell'affermare, come fa il ginecologo Philippe Faucher sul sito IVG del governo, "che non c'è una conseguenza psicologica a lungo termine dell'aborto", si è incompetenti o disonesti, e probabilmente entrambi allo stesso tempo.

Il sondaggio rivela inoltre che il 73% dei francesi pensa che la società dovrebbe fare di più per aiutare le donne a evitare di abortire. Il che dimostra, nonostante il martellamento delle coscienze, che l'aborto è considerato una cosa da evitare, perché traumatico.

Infine, l'88% dei francesi è favorevole alla prevenzione dell'aborto ricercando e analizzando le cause o le condizioni che portano a tali estremi.

Molti medici non vogliono più praticare l'aborto


Di fronte alla minaccia rappresentata da questa legge, il Collegio Nazionale dei Ginecologi e Ostetrici Francesi (CNGOF) ha espresso la sua preoccupazione e il suo attaccamento alla clausola di coscienza.

Questi medici hanno anche spiegato la grande differenza tra un aborto a 12 settimane e lo stesso atto a 14 settimane. In questo secondo caso, la testa del feto è già ossificata, e deve quindi essere schiacciata con apposite pinze: un gesto abominevole e pericoloso per la donna. Ammettono inoltre: "È comprensibile che un gesto del genere possa essere scioccante per la maggior parte dei praticanti".

Il presidente del CNGOF, Prof. Israel Nisand, ricorda da parte sua che, durante la precedente proroga del termine nel 2001, "il 30% dei ginecologi aveva smesso di partecipare agli aborti".

Ma non è purtroppo questo tipo di considerazioni che riuscirà di fermare chi non tiene molto alla realtà, e vede solo un piano ideologico da realizzare a tutti i costi, qualunque sia il numero dei morti e il tragico prezzo sociale che ne risulterà.