Roma: il Papa chiarisce due punti di “Traditionis custodes”

Fonte: FSSPX Attualità

Di recente, è stato sollevato un dubbio su due punti riguardanti il ​​motu proprio Traditionis custodes, a causa di discussioni tra dei vescovi e il cardinale Arthur Roche. Questi due punti comparivano in una risposta ai dubia pubblicati dal prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.

Visibilmente, il cardinale Roche si è sentito in una situazione delicata dopo gli scambi epistolari con i vescovi e il parere dei canonisti sui due punti che sono specificati nel Rescritto pubblicato il 20 febbraio 2023. Il cardinale ha quindi chiesto a papa Francesco di confermare i due punti di Traditionis custodes che aveva interpretato nella sua risposta ai dubia.

Il Rescritto è stato accordato al cardinale Roche durante un'udienza con il Papa il 20 febbraio. Ha specificamente confermato che alla Sede Apostolica è riservata in modo speciale la concessione delle due seguenti dispense contenute nel motu proprio del 16 luglio 2021:

– l'uso di una chiesa parrocchiale o l'erezione di una parrocchia personale per la celebrazione dell'Eucaristia secondo il Missale Romanum del 1962 (cfr Traditionis custodes art. 3 § 2);

– la concessione del permesso ai sacerdoti ordinati dopo la pubblicazione del motu proprio Traditionis custodes di celebrare con il Missale Romanum del 1962 (cfr Traditionis custodes art. 4).

Il Rescritto aggiunge che, come previsto dall'art. 7 del motu proprio, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti esercita l'autorità della Santa Sede nei predetti casi, vigilando sull'osservanza delle disposizioni, secondo la norma.

Per essere sicuri di non dimenticare nulla, si precisa che "se un Vescovo diocesano ha concesso dispense nei due casi suddetti, è tenuto ad informarne il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il quale valuterà i singoli casi".

Infine, a completamento del dossier, il Papa "conferma – dopo aver già espresso il suo assenso durante l'udienza del 18 novembre 2021 – quanto stabilito nei Responsa ad dubia con le annesse note esplicative del 4 dicembre 2021".

Il Rescritto sarà pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis, la "Gazzetta Ufficiale" della Santa Sede.

Questo testo ha il merito dei essere chiaro, ma mostra che il Prefetto del Dicastero per il Culto Divino non si sentiva così fiducioso di fronte alle critiche, per doversi munire di un Rescritto pontificio, e che forse si era azzardato nelle interpretazioni fornite.