Storia liturgica della festa di Ognissanti

Fonte: FSSPX Attualità

La festa di Ognissanti affonda le sue radici nei primi secoli della Chiesa nascente. Ildefonso Schuster o.s.b. (1880-1954), il Cardinale Arcivescovo di Milano, noto per le sue opere liturgiche, fornisce qui una breve panoramica dell'origine di questa solennità.

 

In quanto festa collettiva di tutti i beati del Cielo, il giorno di Ognissanti ha precedenti antichissimi nelle varie liturgie, specialmente in Oriente.

I Sacramentari - che testimoniano la liturgia in vigore nella Chiesa di Roma - non riportano nulla prima del IX secolo, poiché solo in questo momento Roma l'accolse.

Una festa collettiva di tutti i martiri, in connessione con il trionfo pasquale del Redentore, appare a Siria dal IV secolo. Al contrario, i Bizantini la celebravano la domenica dopo Pentecoste, usanza introdotta un tempo anche a Roma, come testimonia il più antico Comes - o lezionario della Chiesa romana - pubblicato da Dom Morin dal celebre manoscritto di Würzburg: Dominica in natale Sanctorum, “Domenica della nascita dei santi al Cielo”.

Questa festa trasportata da Bisanzio alle rive del Tevere fu però di breve durata e questo è il motivo: nella settimana dopo la Pentecoste un'antica tradizione impose ai romani il digiuno solenne dei Tre Tempi con la grande veglia domenicale a San Pietro. Ora era impossibile, dopo la fatica di quella notte, celebrare di nuovo, al mattino, la solennità di tutti i Santi.

Si è quindi rinunciato all'uso bizantino, ci si è dovuti accontentare della festa del 13 maggio in onore dei martiri, istituita già da Bonifacio IV quando dedicò il Pantheon al culto cristiano.

Rimaneva però vivo il pensiero di una solennità collettiva di tutti i santi, e non solo dei martiri.

Mentre in Oriente gli iconoclasti distruggevano immagini e reliquie, e in Italia, al centro del Lazio, i cimiteri dei martiri erano in abbandono a causa delle continue incursioni dei Longobardi nella campagna romana, Gregorio III fece erigere a San Pietro un oratorio espiatorio in onore di tutti i Santi, Martiri o Confessori morti nel mondo.

Un coro di monaci era annesso al servizio liturgico di questo santuario. Ogni giorno c'era persino una commemorazione speciale di tutti i santi di cui il natale veniva celebrato nelle varie chiese della cattolicità durante la messa.

Come Roma sia venuta a celebrare la festa di Ognissanti nelle calende di novembre è tutto fuorché chiaro. Questo cambiamento avvenne sotto Gregorio IV (827-844), e l'azione di Luigi il Pio e dell'episcopato franco non fu estranea ad esso; ma non è assolutamente provato che l'iniziativa sia venuta dal Papa piuttosto che dall'Imperatore.

Quel che è certo è che fu papa Sisto IV (1471-1484) ad aggiungere in seguito un'ottava alla festa.